S’avvicina un’importante scadenza per i primi percettori del Reddito di cittadinanza. Per chi ha ricevuto l’accredito ad aprile 2019, infatti, i diciotto mesi della durata del sussidio termineranno proprio a fine settembre. Come ogni mese, tra il 27 e il 28 costoro riceveranno l’importo spettante, ma sarà l’ultimo. Chi ritiene, però, di possedere ancora i requisiti per beneficiare di questa misura di sostegno può presentare una nuova domanda. Lo potrà fare a partire dall’inizio di ottobre, per ricevere la prima mensilità a fine novembre. Ci sarà, quindi, un mese di stop al sussidio, corrispondente al tempo per i controlli e le verifiche da parte dell’Inps. Le procedure per la seconda domanda non dovrebbero variare di molto rispetto alla prima. Il sostegno al reddito fortemente voluto dal Movimento 5 Stelle giunge, dunque, al suo primo “tagliando”. Così, un bilancio di questi diciotto mesi appare doveroso, tenendo comunque conto del lungo periodo di lockdown per il Covid-19, che ha sicuramente condizionato il percorso. A mettere “in campo strumenti a supporto dei beneficiari di Reddito di cittadinanza, affinché essi possano godere del diritto al lavoro e alla formazione professionale”, così come scritto sul sito ufficiale, è l’Anpal, cioè l’Agenzia Nazionale sulle Politiche Attive del Lavoro, che entra in gioco attraverso il rafforzamento dei Centri per l’impiego e la creazione della figura dei navigator.
Il primo settembre l’Anpal emette un comunicato stampa, nel quale spiega che sono circa due milioni e duecentomila i beneficiari del Reddito di cittadinanza. Di questi “sono solo 1.048.610 le persone tenute a recarsi al Centro per l’impiego e alla sottoscrizione di un Patto per il lavoro”. Quasi un milione e centomila soggetti percettori del Rdc, invece, “non sono in grado di lavorare” e, sempre secondo quanto riferito dall’Anpal, sono stati inviati “direttamente ai servizi sociali dei Comuni, per la sottoscrizione del Patto per l’inclusione sociale”. “L’attività dei navigator – prosegue il comunicato – è rivolta fondamentalmente solo alla platea tenuta al Patto per il lavoro, cioè 1.048.610 beneficiari. In particolare, i navigator sono chiamati a fornire assistenza tecnica nella convocazione, nell’analisi degli esoneri, per la sottoscrizione del Patto per il lavoro e l’accompagnamento al lavoro”. In tutto il comunicato è evidenziato il lavoro svolto dai navigator, che dal “primo settembre 2019 al 31 luglio 2020 hanno partecipato, con gli operatori dei Centri per l’impiego, alle convocazioni e ai colloqui per 775.282 beneficiari di Rdc” e sempre “con gli operatori dei Cpi, alla ‘presa in carico’ di 388.357 beneficiari del Rdc, con la sottoscrizione del Patto per il lavoro”. Inoltre, stanno “svolgendo le convocazioni e i colloqui per la presa in carico dei rimanenti 273.328 beneficiari” e hanno “seguito 144.424 piani personalizzati di accompagnamento al lavoro”. Tutto questo lavoro, sempre secondo quanto specificato dall’Anpal, ha portato alla seguente conclusione: “Ad oggi le attività complessive del Rdc hanno contribuito a far sì che 196.046 beneficiari abbiano sottoscritto un rapporto di lavoro”.


