In serata, il ministero della Sanità transalpino ha annunciato anche per la giornata odierna un nuovo dato-shock relativo ai contagi da Covid-19 in Francia, dove oggi sono stati registrati addirittura 20.940 nuovi contagi in sole ventiquattr’ore, con 52 nuove vittime. Già ieri, i numeri erano stati altissimi, con oltre 16mila contagiati in un solo giorno. E, a differenza dell’Italia, dove i contagi da Coronavirus (nelle ultime ventiquattr’ore sono 1.912 i nuovi positivi con venti morti) crescono ma in modo più contenuto che altrove, appare, invece, molto preoccupante il trend in crescita dei nuovi casi di Covid-19 in altre parti del mondo, soprattutto in Europa. A tal proposito, a lanciare l’allarme è Stella Kyriakides, commissario europeo per la salute e la sicurezza alimentare, la quale ha sottolineato come, in alcuni Paesi europei, la situazione sia anche peggiore rispetto al picco epidemico di marzo. Lo sa bene soprattutto la Francia che ha visto ben 16.096 contagi in più nella giornata di ieri e altri 20.940 oggi. Già mercoledì, il ministro della Salute francese, Olivier Veran, aveva emanato misure più restrittive. Ma adesso il Governo ha istituito diverse zone rosse a seconda della gravità dei contagi, con un calcolo che si basa sul tasso di incidenza settimanale del virus su 100.000 abitanti. Molte sono state le critiche riguardo le nuove restrizioni, soprattutto da parte di politici legati alla città di Marsiglia, tra le zone più colpite del Paese: il vicesindaco della città, Benoît Payan, ha espresso il suo duro parere in un tweet, dichiarando che “tutto non è così serio e ciò sembra essere una scelta politica più che una credibile e seria decisione sanitaria. Chiediamo al Governo francese di ascoltare ed essere coerenti”.
Pur non ai livelli della Francia, anche la Gran Bretagna ha toccato numeri molto alti, con 6.634 nuovi contagi nelle ultime ventiquattr’ore. Il primo ministro Boris Johnson ha annunciato anche sul suolo inglese misure più restrittive e si dice pronto ad agire nel caso la situazione dovesse aggravarsi. Si parlava di seconda ondata in Spagna già da fine luglio, e la situazione sembra non arrestarsi. Anche nella penisola iberica, infatti, si sono toccati più di 10mila contagi al giorno, con 10.653 solo nell’ultima giornata. Sono stati inoltre registrati ben 84 decessi, arrivando a un totale di 31.118 vittime. Preoccupata anche la Germania, con 2.153 nuovi contagiati. La vicina Austria, sebbene sotto la soglia dei mille casi di Coronavirus (832, nello specifico), tiene gli occhi aperti: proprio il cancelliere Sebastian Kurz ha fatto sapere che il Paese sta attraversando la sua seconda ondata e che saranno necessarie nuove misure, più restrittive, soprattutto per evitare un ulteriore lockdown.
Uscendo dalla zona europea (dove la Francia preoccupa sempre di più) e andando in altre zone del mondo, i numeri continuano a preoccupare diversi Paesi del globo. Primi fra tutti gli Stati Uniti che hanno raggiunto un totale di più di 7 milioni di contagi da Coronavirus. Nello specifico, sono 37.330 i nuovi casi e ben 1.098 i decessi. Tra gli Stati più colpiti la California, con 800mila positivi dall’inizio della pandemia. In Brasile, con 32.817 nuovi positivi nelle ultime ventiquattr’ore, fa notizia l’annullamento del Carnevale di Rio de Janeiro, previsto per febbraio 2021 e rimandato a data da destinarsi. L’India, seconda per numero di contagi, sta per arrivare a quota 6 milioni, con 5,8 milioni nuovi casi di Coronavirus. Attualmente i nuovi contagi sono 86.052 mentre ben 1.141 i decessi. Inquieta anche la situazione in Israele, con 7.527 nuovi positivi: alle 14 di oggi, ora locale, scatterà un nuovo lockdown deciso dal premier Benyamin Netanyahu, che durerà fino all’11 ottobre, data che coincide con la fine delle feste ebraiche. Anche la Russia si prepara ad una seconda ondata, con 6.595 nuovi positivi giornalieri. Stabile la situazione della Cina, che, dopo essere stata la prima al mondo a subire il Covid-19, con molta cautela, prova a ripartire per cercare di ritornare a una situazione di ritrovata normalità.