“Il Genoa Cfc comunica che dopo gli accertamenti odierni il numero di tesserati positivi al Covid-19 è salito a quattordici tra componenti team e staff. La società ha attivato tutte le procedure previste dal protocollo in vigore e informato le autorità per le procedure correlate. Il club fornirà prossimi aggiornamenti dettati dall’evoluzione“: con questo stringato comunicato pubblicato poco fa sul suo sito ufficiale, il Genoa provoca un vero e proprio terremoto nel calcio italiano. Senza fornire troppi dettagli e senza rendere noti, almeno per ora, i nomi dei positivi o, magari, precisando chi tra loro abbia giocato ieri pomeriggio allo stadio San Paolo nel match perso 6-0 contro il Napoli, il club del presidente Enrico Preziosi getta nel caos la Serie A e, al tempo stesso, fa emergere l’inconsistenza dei protocolli adottati per permettere che il calcio professionistico potesse andare avanti nonostante tutto.

I rossoblu hanno giocato ieri pomeriggio a Fuorigrotta contro il Napoli, che adesso teme per la salute dei propri calciatori, ieri a strettissimo contatto con gli avversari, come ovviamente accade durante una partita di calcio. Le prime indiscrezioni, riportate dall’Ansa, parlano di sei giocatori scesi in campo ieri a Napoli risultati positivi soltanto oggi al Covid-19 (e sui loro nomi vige il più assoluto riserbo), da aggiungere al portiere Mattia Perin e al centrocampista Lasse Schone, che erano rimasti a casa dopo l’esito dei tamponi arrivato, nel loro caso, prima della partenza della squadra per Napoli (peraltro, rinviata di parecchie ore, proprio per attendere il risultato dei test). Oltre agli otto atleti della prima squadra, sarebbero risultati positivi anche quattro membri dello staff tecnico e due dello staff medico, per un totale di quattordici persone. La Gazzetta dello Sport scrive addirittura di undici calciatori e tre membri dello staff.

