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Home Cronaca

Trafficavano droga con i detenuti del carcere di Poggioreale: arrestate 9 persone (Video)

Due reclusi sono riusciti a farsi inviare pacchi postali al cui interno, tra i generi alimentari, erano occultate partite di hashish

redazione di redazione
6 Ottobre 2020
in Cronaca, Napoli
detenuti

Nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord, i carabinieri del comando antifalsificazione monetaria di Roma hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip del Tribunale di Napoli Nord, nei confronti di 9 persone (3 in carcere, 4 agli arresti domiciliari e 2 con l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria) di età compresa tra i 21 e i 43 anni, residenti nelle province di Napoli e Caserta, per traffico di sostanze stupefacenti aggravato. L’indagine, iniziata lo scorso mese di aprile, trae origine da altra attività condotta dai carabinieri del comando antifalsificazione monetaria di Roma, nel corso della quale è emersa la disponibilità di una utenza telefonica cellulare da parte di due detenuti della casa circondariale “G. Salvia” di Napoli Poggioreale. Le attività investigative hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico degli indagati e di ricostruire il modus operandi.

Secondo l’ipotesi accusatoria avvalorata dal Gip, due detenuti – intrattenendo contatti telefonici con l’esterno – sono riusciti a farsi inviare pacchi postali al cui interno, tra i generi alimentari, erano occultati quantitativi di hashish, che poi venivano distribuiti all’interno della struttura penitenziaria, avvalendosi della complicità di altri due detenuti. Proprio ieri, la polizia penitenziaria in servizio presso il carcere napoletano di Secondigliano, è riuscita a intercettare un drone in volo in direzione delle finestre esterne delle celle, con un carico che era presumibilmente finalizzato a una possibile evasione o, perlomeno, a far mettere in contatto con l’esterno alcuni detenuti. Gli ignoti che lo teleguidavano lo avevano riempito con ben dieci telefoni cellulari, altrettante schede telefoniche e numerosi chiavistelli, indirizzati verso i reparti detentivi della struttura detentiva partenopea

A rendere nota la vicenda è l’Uspp, uno tra i sindacati nazionali della polizia penitenziaria, che precisa come sul ritrovamento dei chiavistelli siano attualmente in corso anche una serie di indagini, per provare a scoprire a quale uso e a chi fossero destinati. “L’episodio evidenzia ancora una volta – sottolineano il presidente dell’Uspp Giuseppe Moretti e il segretario regionale Ciro Auricchio – la necessità di dotare la polizia penitenziaria di strumenti tecnologicamente avanzati, come quelli in grado di schermare gli istituti di pena. Grazie agli sforzi profusi e malgrado i turni massacranti e le scarse risorse, la polizia penitenziaria del carcere di Napoli Secondigliano riesce comunque ad arginare i frequenti tentativi fraudolenti di introduzione di telefonini e droga, evitando così gravi ripercussioni per l’ordine e la sicurezza interna“.

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Tags: Napoli
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