Prosegue il braccio di ferro tra la Confcommercio e il presidente campano Vincenzo De Luca. Al centro della contesa ci sono, infatti, le più recenti ordinanze regionali che impongono un limite orario all’attività di bar, locali e ristoranti, i quali non possono restare aperti di sera dopo le 23 dalla domenica al giovedì e dopo la mezzanotte il venerdì e il sabato. Di fronte a queste ulteriori limitazioni anti-Covid prese dal governo regionale per fronteggiare la seconda ondata dell’epidemia (oggi i contagiati sono 769), i rappresentanti di Confcommercio, assieme a centinaia di commercianti, imprenditori e operatori del settore hanno organizzato questa mattina una manifestazione di protesta a Napoli, nei pressi di palazzo Santa Lucia, sede centrale della Regione.
“La decisione presa dal governo regionale rischia di sferrare un colpo mortale al settore del commercio campano dopo mesi di grandi sacrifici”, spiega il direttore generale di Confcommercio Pasquale Russo, che prosegue: “Tutto ciò è incomprensibile alla luce dei rischi che queste chiusure possono comportare. La chiusura alle 23 dei locali provocherà assembramenti in strada difficilmente controllabili. Chiediamo pertanto al presidente De Luca di revocare questa decisione e di concordare con le associazioni di categoria i prossimi passi”. Oltre a Russo, questa mattina in piazza c’era anche Massimo Di Porzio, presidente di Confcommercio Campania, secondo cui l’ordinanza regionale provocherà immensi danni a un settore già messo a dura prova dalla crisi economica. Sono tantissime, infatti, le aziende che hanno già chiuso e molte ancora chiuderanno, costringendo migliaia di lavoratori a perdere il lavoro e a chiedere la cassa integrazione. Stesso destino per gli imprenditori, che dovranno ulteriormente stringere la cinghia per poter proseguire nelle proprie attività, sebbene il rischio del fallimento per molte imprese e attività commerciali sia dietro l’angolo.


