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Home Cronaca

Chiusura anticipata dei locali, arriva l’ordinanza anti-movida della Regione Campania

Bar, gelaterie, pasticcerie ed esercizi similari dovranno chiudere alle ore 23 dalla domenica al giovedì e a mezzanotte nelle serate di venerdì e sabato. Duro commento del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris: "Così, consegneremo a breve molte attività commerciali alla mafia"

redazione di redazione
5 Ottobre 2020
in Cronaca
Napoli

Come era nelle previsioni e come ampiamente annunciato dal presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, è arrivata poco fa l’ordinanza numero 77 dell’ente regionale, che contiene ulteriori misure di prevenzione e di contenimento del contagio da Covid-19, con particolare riferimento alla chiusura anticipata dei locali pubblici e dei luoghi della cosiddetta movida notturna. La principale novità contenuta nel nuovo provvedimento firmato poco fa da De Luca riguarda, da oggi fino al 20 ottobre, l’obbligo per bar, gelaterie, pasticcerie ed esercizi similari di chiudere la propria attività alle ore 23 dalla domenica al giovedì e a mezzanotte nelle serate di venerdì e sabato, con piccola concessione dunque a coloro che vorranno comunque trattenersi a bere con gli amici per un’oretta in più nel fine settimana. Fanno eccezione gli esercizi presenti all’interno di strutture di vendita all’ingrosso che osservano orari notturni di esercizio. A ristoranti, pizzerie e altri esercizi della ristorazione come, per esempio, pub, vinerie o kebab è fatto obbligo, nello specifico, di prevedere l’ultimo ingresso dei clienti nonché degli avventori per asporto alle 23 per l’intera settimana. Le consegne a domicilio, invece, sono consentite senza limiti di orario e non dovranno andare incontro a nessuna chiusura anticipata. Nella parte finale, la nuova ordinanza conferma gli obblighi contenuti nei precedenti provvedimenti regionali, a partire da quello, su tutto il territorio campano, di indossare la mascherina anche nei luoghi all’aperto, durante l’intero arco della giornata, a prescindere dalla distanza interpersonale.

De Luca
Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca

Chi si aspettava una stretta ancora più rigorosa da parte della Regione (si era parlato anche delle 22 come possibile orario limite, senza distinzioni tra weekend e resto della settimana) avrà tirato un sospiro di sollievo (nel caso dei gestori degli esercizi pubblici coinvolti e dei frequentatori) o, al contrario, sarà probabilmente rimasto deluso (per esempio i residenti che, nei fine settimana, sono ostaggio nelle loro case della movida molesta o violenta). Ma, in ogni caso, la nuova ordinanza regionale è un primo passo per adeguare la regolamentazione e i comportamenti dei cittadini a una curva epidemiologica che è in costante aumento. Non a caso, ieri lo stesso Vincenzo De Luca aveva incontrato a Roma il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e il capo della Polizia Franco Gabrielli, dai quali aveva ricevuto ampie garanzie in merito al maggiore e più capillare impiego delle forze dell’ordine sul territorio campano, perché poi, al di là di tutto, qualcuno deve concretamente far rispettare le varie norme anti-Covid locali o nazionali, come sottolineato più volte nei giorni scorsi dallo stesso De Luca.

Qualche ora più tardi, arriva un duro commento all’ordinanza regionale firmata De Luca da parte del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, che ai microfoni di Rainews24 non usa mezze misure: “Con queste ordinanze consegneremo a breve molti esercizi commerciali alla mafia. E, comunque, chiudere ristoranti e locali alle 23 non ha nulla a che vedere con la movida, perché la movida ha altri tipi di locali, di luoghi e di contesti“. Il primo cittadino partenopeo prosegue: ”Sono preoccupato, perché dopo tanti mesi non mi sembra che si siano fatti passi in avanti sulla tutela sanitaria dei cittadini napoletani e campani e, invece, si scarica sempre la responsabilità sul ragazzo che sta fuori scuola, sul ristoratore, sul pizzaiolo che vengono considerati il pericolo per la diffusione del contagio. Oltre a raccogliere le lacrime e la disperazione di chi perde il lavoro e si deve affidare all’usura o alla camorra, abbiamo il diritto di sapere – conclude – se la sanità pubblica ha fatto passi in avanti o se siamo nelle condizioni di febbraio? A me sembra che siamo a febbraio”.

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Tags: Regione CampaniaVincenzo De Luca
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