Non erano in servizio di due agenti di polizia che a Napoli, precisamente a Forcella, hanno scoperto una gran quantità di capi di abbigliamento e accessori contraffatti. A finire nei guai è stato M. N., uomo di 37 anni di origini senegalesi, che è stato deferito all’Autorità giudiziaria per ricettazione, introduzione nello Stato e commercio di prodotti con marchi falsi. In particolare i due poliziotti, in forze al commissariato Vicaria Mercato, hanno notato una persona che, in via Pietro Colletta, stava trasportando una busta dalla quale fuoriuscivano diversi capi d’abbigliamento. Insospettiti, gli agenti hanno chiesto aiuto ai propri colleghi e hanno iniziato a seguire l’uomo il quale, alla vista di una voltante giunta in breve tempo sul posto, è subito entrato in uno stabile tentando di non dare nell’occhio. La sua fuga, tuttavia, non è durata molto: il trentasettenne è stato immediatamente bloccato e, a seguito di una perquisizione, è stato trovato in possesso di numerosi giubbotti contraffatti, tutti occultati all’interno del sacco. Insieme ad altri equipaggi dell’ufficio prevenzione generale e con l’aiuto dei vigili del fuoco, i poliziotti hanno passato al setaccio diversi locali dello stabile, dove sono state rinvenute numerose buste contenenti ben tredici quintali di merce tra vestiti e accessori con marchi contraffatti, molti di note griffe. Tutto il materiale venuto alla luce è stato posto sotto sequestro.
Un episodio simile era accaduto alla fine del mese di settembre anche a Terzigno. Qui ad essere accusata di contraffazione era stata una 70enne del luogo, denunciata dai carabinieri nel corso di una serie di controlli nel Napoletano. Nello specifico, i militari della sezione operativa della compagnia di Torre Annunziata avevano ispezionato un deposito situato in via Zabatta e intestato alla donna. All’interno della struttura erano stati rinvenuti e sequestrati duemila capi di abbigliamento contraffatti destinati ai bambini e quasi settemila mascherine non a norma e con marchi falsi, anch’esse destinate ai più piccoli. La scoperta era avvenuta proprio la notte prima della riapertura di gran parte delle scuole della Campania.




