Lavoravano come corrieri della droga i due soggetti, di 30 e 33 anni, tratti in arresto per detenzione di stupefacente ai fini dello spaccio dalla polizia di Stato nell’area della stazione ferroviaria di Caserta. Gli agenti, nel corso delle consuete attività di pattugliamento, hanno notato in un primo momento i due mentre viaggiavano a bordo di un treno regionale diretto a Vairano, trasportando due trolley apparentemente vuoti e scendendo dal convoglio, dopo poco, alla stazione di Santa Maria Capua Vetere. I sospetti delle forze degli uomini dell’ordine, tuttavia, sono nati quando hanno visto le stesse persone salire su un altro treno regionale diretto, questa volta, a Caserta. In tale circostanza, i due hanno fatto non poca fatica nel portare le medesime valigie, questa volta all’apparenza piuttosto pesanti, all’interno del convoglio. Gli agenti hanno così deciso di fermare i sospetti per un controllo, rinvenendo così all’interno dei trolley ben 29 chili di marijuana. I due corrieri, entrambi di nazionalità indiana e privi di documenti di riconoscimento, sono stati identificati e scortati in carcere.
A inizio mese, i poliziotti del commissariato di Aversa avevano arrestato a Trentola Ducenta due fratelli, M. G. e A. G., rispettivamente di 32 e 26 anni, per detenzione ai fini di spaccio di droga. L’operazione era nata a seguito della perquisizione di un’automobile di proprietà di uno dei fermati, all’interno della quale gli agenti avevano rinvenuto agganciato con una calamita alla parte inferiore del veicolo, un cofanetto al cui interno erano presenti quattordici stecche di hashish, già pronte per la vendita. I controlli si erano quindi spostati presso l’abitazione del conducente dell’automobile. Alla vista degli agenti, il fratello maggiore si era chiuso in casa e aveva cercato di disfarsi della droga presente nell’abitazione, gettandola nel gabinetto. Gli agenti della polizia di Stato, tuttavia, erano riusciti a fare irruzione in casa e a fermare in tempo l’uomo. Su un tavolino, inoltre, erano stato rinvenuto del materiale per il confezionamento delle dosi, un coltello per tagliare lo stupefacente e un cofanetto contenente circa duemila euro in contanti, ritenuti essere il provento dell’attività di spaccio. I poliziotti, seguendo la canalina di scarico e raggiungendo il tombino di destinazione, erano riusciti a recuperare anche ciò che i responsabili avevano tentato di occultare: un bilancino di precisione e altra droga della medesima tipologia. Alla luce di quanto emerso, i due fratelli erano quindi stati sottoposti agli arresti domiciliari, a disposizione dell’Autorità giudiziaria.


