“Una sentenza ribaltabile in secondo grado”: è il parere dell’avvocato Eduardo Chiacchio sul verdetto del giudice sportivo Gerardo Mastrandrea che, assistito da Stefania Ginesio e dal rappresentante dell’Associazione Italiana Arbitri, Eugenio Tenneriello, ha inflitto la sconfitta per 3-0 a tavolino e un punto di penalizzazione al Napoli, reo di non essersi recato a Torino per il match dello scorso 4 ottobre contro la Juventus, senza che sussistessero i motivi di forza maggiore che hanno causato la mancata presentazione della squadra allenata da Rino Gattuso. Per Chiacchio, uno tra i massimi esperti di diritto sportivo in Italia e difensore in passato anche della stessa società partenopea, “pur essendo quella di Juve-Napoli una vicenda complessa, ci sono margini per un ribaltamento nel giudizio successivo”. L’avvocato vede più di uno spiraglio positivo nei confronti del Napoli proprio in quella parte della sentenza che, per molti, ha fatto pendere la bilancia della decisione di Mastrandrea in favore dei bianconeri. “È proprio la comunicazione dell’Asl delle 14.13 del 4 ottobre a essere il cuore della vicenda. Lì ci sono i margini attraverso i quali incunearsi per fare un buon ricorso e vedere accolto l’appello. Una volta accolto l’appello – prosegue Chiacchio – la partita verrà disputata sul campo e, naturalmente, senza il 3-0 a tavolino, verrà tolto anche il punto di penalizzazione per il Napoli”.
È la stessa sentenza a riportare che “assume indubbio rilievo la nota dell’Asl Napoli 2 Nord del 4 ottobre 2020, che risulta inviata alle ore 14.13 del giorno previsto per la gara”, con ulteriore precisazione: “Tenuto conto che i calciatori in oggetto, recandosi in trasferta a Torino avrebbero inevitabilmente contatti con una pluralità di terzi (personale dell’aeroporto, equipaggio e passeggeri del volo, personale dell’hotel sede del ritiro, addetti e tesserati della Juventus Fc Spa)”, si sono ritenute non esistenti “le condizioni che consentano lo spostamento in piena sicurezza dei contatti stretti (per i quali veniva ribadito l’obbligo di rispettare l’isolamento fiduciario domiciliare)”. Un concetto ribadito ancora meglio nella successiva parte del documento emesso dal Giudice sportivo, in cui si afferma che nel “provvedimento dell’autorità sanitaria territoriale” risulta “per la prima volta, in maniera esplicita, connesso l’isolamento domiciliare al ‘divieto’ di recarsi a Torino, a questo punto con profili di possibile incompatibilità con la mera applicazione delle regole del protocollo Figc”.


