È stato respinto il ricorso presentato da diverse persone al Tar contro l’ordinanza 79 della Regione Campania, che lo scorso 15 ottobre aveva disposto la sospensione delle attività didattiche in presenza nelle scuole primarie e secondarie fino al 30 ottobre. Secondo i giudici della Quinta Sezione, la Regione ha “esaurientemente documentato l’istruttoria sulla base della quale ha inteso emanare la gravosa misura sospensiva; dando conto, in particolare, quanto alla idoneità della misura adottata, della correlazione tra aumento dei casi di positività al Covid-19 e frequenza scolastica (verificata non solo limitatamente alla sede intrascolastica, ma anche con riguardo ai contatti sociali necessariamente ‘indotti’ dalla didattica in presenza), nonché della diffusività esponenziale del contagio medesimo “.
A far sentire la loro voce, nei giorni scorsi, erano stati principalmente i genitori degli studenti più piccoli, che avevano lamentato l’impossibilità di coniugare l’accudimento dei propri ragazzi con il regolare svolgimento delle rispettive professioni e il grave danno che questo stop sta rappresentando per il percorso formativo dei figli. Proprio queste erano state le principali motivazioni che avevano spinto alla presentazione del ricorso contro la Regione. Maria Abbruzzese, presidente della Quinta Sezione del Tribunale amministrativo regionale, aveva quindi richiesto alla Regione la trasmissione di tutti gli atti relativi all’ordinanza contestata, operazione che doveva essere portata a termine non oltre le ore 10 di oggi.


