C’erano stati alcuni spari di arma da fuoco, uditi in modo fragoroso nel centro di Salerno avvolto dal silenzio notturno. Così, la Questura aveva deciso di potenziare i servizi di controllo del territorio e quelli investigativi nell’intera area e, intorno alle due di questa notte, i poliziotti della volante salernitana si sono imbattuti in un sospetto in via Guariglia. L’uomo era a bordo di uno scooter Honda Sh300 di colore nero e indossava un casco modulare dello stesso colore. Dopo avergli intimato l’alt e avere azionato i dispositivi lampeggianti della loro auto, però, gli agenti si sono trovati costretti a intreprendere un vero e proprio inseguimento tra le vie della città. Con elevata professionalità e intuito investigativo, i poliziotti hanno tallonato lo scooter che sfrecciava a velocità folle, salvaguardando al tempo stesso l’incolumità degli altri automobilisti che via via incrociavano. Lo hanno raggiunto all’altezza di viale Kennedy, dove il conducente ha perso il controllo del mezzo ed è rovinato al suolo. Una volta bloccato grazie all’intervento di una seconda volante, il fuggitivo è stato trovato in possesso di una pistola Beretta calibro 9×21 di colore nero con matricola abrasa, completa di serbatoio con dodici cartucce. Gli agenti lo hanno identificato come D. S., classe 1999, figlio di un noto pluripregiudicato, G. S., classe 1980. E, dopo gli accertamenti del caso, hanno provveduto ad arrestarlo e a condurlo presso la casa circondariale cittadina, su indicazione del pubblico ministero di turno della Procura della Repubblica di Salerno.

Ieri, sempre la polizia salernitana (ma quella dei commissariati di pubblica sicurezza di Nocera e Sarno) aveva arrestato a Sarno un trentaseienne, già con precedenti di polizia, trovato in possesso di due pistole alterate di cui una anche clandestina. Alle due pistole, originariamente a salve, era stata sostituita la canna con alcuni cilindri metallici appositamente torniti per permettere lo sparo. In seguito agli accertamenti specialistici effettuati dalla scientifica, una delle pistole era risultata non solo perfettamente funzionante ma anche, a causa della modifica alla canna, con una potenzialità offensiva maggiorata e non sicura nell’utilizzo. La seconda pistola, invece, era risultata alterata nelle sue parti.

