Non solo lavoravano in nero, ma alcuni percepivano anche il reddito di cittadinanza: a finire nei guai il titolare di un supermercato per la sua condotta irregolare. È successo a Casoria, in provincia di Napoli, dove i carabinieri della locale stazione, durante un servizio di controllo del territorio disposto dal comando provinciale di Napoli, hanno proceduto con l’ispezione di un esercizio commerciale situato in via Amato. Qui, i militari dell’Arma, in collaborazione con i carabinieri del nucleo ispettorato del lavoro di Napoli, hanno individuato e identificato sei lavoratori in nero: due di questi, per giunta, dopo diversi accertamenti, sono risultati beneficiari del reddito di cittadinanza. L’attività è stata così sospesa e il titolare è stato sanzionato con una multa di oltre 30mila euro.
I casi di chi percepisce il reddito di cittadinanza e, nel frattempo, lavora anche in nero, purtroppo non sono poi così rari. A tal proposito, alla fine del mese di luglio, erano stati effettuati dei controlli di routine sul territorio provinciale da parte dei carabinieri del comando provinciale di Napoli, insieme a quelli del Nas e del Nil: l’obiettivo primario era il contrasto al lavoro sommerso e la tutela della sicurezza sui luoghi di lavoro. A finire nei guai, allora, la titolare di un bar di via Salvator Rosa, ispezionato dai militari della stazione Stella e dei reparti specializzati. Tre i lavoratori in nero sorpresi nel locale: nessuno di loro era stato formato sulla normativa anti Covid e uno dei tre, un ventiquattrenne, era risultato beneficiario del reddito di cittadinanza. Per lui una denuncia per truffa ai danni dello Stato. Anche l’imprenditrice – una quarantaduenne di origini polacche – era stata denunciata perché aveva installato un impianto di videosorveglianza senza autorizzazione. Al bar era stata imposta la chiusura per cinque giorni e la donna sanzionata per oltre 14mila euro.


