Ancora storie che legano a un unico filo politica, camorra e imprenditoria. A tal proposito, i carabinieri del Ros, in collaborazione con il comando provinciale di Caserta, hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misura cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Procura della Repubblica, a carico di sette imprenditori, tra cui un ex sindaco di Casapesenna in carica negli anni ’90, indagati per concorso esterno in associazione mafiosa, poiché considerati vicini al clan dei Casalesi.
Tale misura cautelare è il risultato dell’operazione denominata Sistema Medea, coordinata dalla Procura distrettuale di Napoli, grazie al quale è stato possibile rilevare, per l’appunto, un vero e proprio sistema, con a capo Michele Zagaria e l’ormai defunto da diversi anni Francesco Zagaria. L’intera organizzazione si basava sull’assegnazione di lavori di somma urgenza, legati alla rete idrica regionale, a imprese di riferimento del clan, attraverso l’affidamento diretto. Questo sistema illegale, però, riusciva nella propria impresa attraverso l’attività di corruzione e persuasione soprattutto da parte dell’attività politica: azioni, queste, secondo gli inquirenti, rese possibili grazie al contributo del dirigente regionale Tommaso Barbato, già arrestato e condannato in secondo grado di giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa.


