È stato pubblicato lo studio dell’Università “Luigi Vanvitelli”, condotto in collaborazione con il Comune di Napoli, che analizza il tasso di incidenza dei contagi di Covid-19 in tutta l’area metropolitana di Napoli. Lo studio (consultabile qui) è stato condotto dall’equipe del professor Giuseppe Signorello, docente presso l’Unità di statistica medica dell’ateneo campano e va ad analizzare la seconda ondata dei contagi registrata nel capoluogo tra il 10 e il 20 ottobre, confrontando diversi fattori come l’età anagrafica, la posizione geografica e il contesto socio-culturale. Uno dei primi dati che emergono è l’aumento sostanziale del numero di positivi al di sotto dei vent’anni d’età.

Secondo i ricercatori della Vanvitelli questo incremento dei contagi andrebbe certamente attribuito alla riapertura delle scuole e alla ripartenza delle attività universitarie oltre che alle iniziative sociali e culturali. La fascia d’età più colpita resta invece quella compresa tra i 40 e i 50 anni, ossia quella maggiormente attiva dal punto di vista lavorativo: in molti, infatti, avrebbero contratto il virus soprattutto all’interno dei luoghi di lavoro. Per quel che riguarda invece le criticità di contagio, il virus del Covid-19 si sarebbe diffuso anche grazie al conseguente scoppio dei focolai all’interno dei nuclei familiari. Secondo la ricerca, altro fattore determinante che favorirebbe l’incremento epidemiologico, sarebbe quello legato alla promiscuità abitativa e all’altissima densità che si registrerebbe soprattutto nelle aree periferiche della città. Per i ricercatori, infatti, il boom dei contagi che da diverse settimane ha riguardato la Campania, e in particolar modo l’area metropolitana di Napoli, è sicuramente legato a fattori di natura sociale, economica e culturale: più è alto il disagio sociale, specie nelle aree periferiche e in quelle popolari, più aumenterebbe il rischio di contrarre il virus del Covid-19. L’insieme di tutti questi fattori spiegherebbe l’impennata della curva epidemiologica nelle ultime settimane.



