“Stiamo lavorando per trasformare le denunce ricevute in una class action”: Anna Gioia Trasacco, rappresentante del Tribunale per i diritti del malato e dell’associazione Cittadinanzattiva, conosce bene le disfunzioni della sanità pubblica campana che stanno emergendo in questa seconda ondata del Covid-19. Con lei entriamo nei dettagli, sulla scia di quanto già raccontato dal dottor Luigi Costanzo, per ricordare che in Campania questa pandemia non colpisce soltanto i malati di Coronavirus.
Che tipo di denunce il Tribunale per i diritti del malato e Cittadinanzattiva hanno ricevuto per i disservizi in questa fase di emergenza sanitaria?
“Abbiamo ricevuto, ad esempio, numerose segnalazioni di persone che per eseguire un tampone attendono molto. Nello stesso tempo, però, è vergognoso che i cittadini, per abbreviare i tempi, debbano eseguire i tamponi in laboratori privati. Ci sono state, inoltre, molte persone che hanno dovuto recarsi alle Asl con la febbre pur di effettuare il tampone, con i tutti i rischi del caso. Non si sa, dunque, che fine abbiano fatto le Usca, queste unità sanitarie che avrebbero dovuto effettuare i tamponi a casa. Alcuni cittadini si sono rivolti ai laboratori privati perché gli è stato detto che alle Asl c’erano file interminabili. Io stessa mi sono recata all’Asl di Aversa ma non ho visto queste file. Non capisco, quindi, per quale motivo le persone vengono indirizzate verso i laboratori privati: qui gatta ci cova. Le Asl e i dipendenti delle Asl addetti a eseguire i tamponi, da quando le persone si rivolgono ai laboratori privati, stanno con le mani in mano. Un’altra cosa molto grave è la chiusura degli ambulatori per le visite di controllo degli ammalati cronici. Persone che avevano prenotato, ad esempio, una visita per un enfisema polmonare non riescono a fare una semplice spirometria. Così come non possono accedere agli ambulatori coloro che sono in follow-up perché malati oncologici. Fortunatamente, possono eseguire la chemio, ma chi ha bisogno di restare sotto controllo può dimenticarsi di avere una visita ambulatoriale. Non si comprende, infine, se ci sono o non si sono i posti e il personale in questi ospedali modulari anti Covid fatti nascere a Ponticelli, Caserta e Salerno”.


