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Home Società

Disservizi della sanità pubblica campana e Covid-19, il Tribunale per i diritti del malato: “Pronti alla class action”

Per Anna Gioia Trasacco, rappresentante anche dell'associazione Cittadinanzattiva, "è vergognoso che i cittadini, per abbreviare i tempi, debbano eseguire i tamponi in laboratori privati. Bisogna assumere subito personale specializzato"

Pier Paolo De Brasi di Pier Paolo De Brasi
23 Ottobre 2020
in Società
Cittadinanzattiva

“Stiamo lavorando per trasformare le denunce ricevute in una class action”: Anna Gioia Trasacco, rappresentante del Tribunale per i diritti del malato e dell’associazione Cittadinanzattiva, conosce bene le disfunzioni della sanità pubblica campana che stanno emergendo in questa seconda ondata del Covid-19. Con lei entriamo nei dettagli, sulla scia di quanto già raccontato dal dottor Luigi Costanzo, per ricordare che in Campania questa pandemia non colpisce soltanto i malati di Coronavirus.

Che tipo di denunce il Tribunale per i diritti del malato e Cittadinanzattiva hanno ricevuto per i disservizi in questa fase di emergenza sanitaria?
“Abbiamo ricevuto, ad esempio, numerose segnalazioni di persone che per eseguire un tampone attendono molto. Nello stesso tempo, però, è vergognoso che i cittadini, per abbreviare i tempi, debbano eseguire i tamponi in laboratori privati. Ci sono state, inoltre, molte persone che hanno dovuto recarsi alle Asl con la febbre pur di effettuare il tampone, con i tutti i rischi del caso. Non si sa, dunque, che fine abbiano fatto le Usca, queste unità sanitarie che avrebbero dovuto effettuare i tamponi a casa. Alcuni cittadini si sono rivolti ai laboratori privati perché gli è stato detto che alle Asl c’erano file interminabili. Io stessa mi sono recata all’Asl di Aversa ma non ho visto queste file. Non capisco, quindi, per quale motivo le persone vengono indirizzate verso i laboratori privati: qui gatta ci cova. Le Asl e i dipendenti delle Asl addetti a eseguire i tamponi, da quando le persone si rivolgono ai laboratori privati, stanno con le mani in mano. Un’altra cosa molto grave è la chiusura degli ambulatori per le visite di controllo degli ammalati cronici. Persone che avevano prenotato, ad esempio, una visita per un enfisema polmonare non riescono a fare una semplice spirometria. Così come non possono accedere agli ambulatori coloro che sono in follow-up perché malati oncologici. Fortunatamente, possono eseguire la chemio, ma chi ha bisogno di restare sotto controllo può dimenticarsi di avere una visita ambulatoriale. Non si comprende, infine, se ci sono o non si sono i posti e il personale in questi ospedali modulari anti Covid fatti nascere a Ponticelli, Caserta e Salerno”.

Queste denunce avranno un seguito?
“Il Tribunale per i diritti del malato e Cittadinanzattiva stanno cominciando a raccogliere dati e fatti che dovrebbero trasformarsi a breve in una class action. I casi stanno diventando troppi e rischiano di sfuggirci di mano. La salute è la prima cosa ma siamo in ritardo su tutto, a partire dall’assunzione di personale specializzato. Questo si doveva fare subito dopo il lockdown, perché tutti erano a conoscenza di una seconda ondata del virus. È una situazione che ricadrà sulle spalle dei cittadini per dieci anni a partire da adesso. La sanità pubblica della Campania è un colabrodo non da ora, ma è arrivato il momento di risolvere i problemi che la affliggono da anni”.

autopsie

Il Covid-19 ha, dunque, fatto emergere tutte le criticità della sanità pubblica campana?
“La situazione critica in Campania della sanità pubblica è atavica. De Luca ha mostrato i muscoli prima delle elezioni, ma i nodi vengono ora al pettine, ora emergono le falle del sistema e non basta mettere le pezze a problemi molto gravi che persistono da tempo. Adesso c’è bisogno di più personale, assumere specialisti che processino i tamponi e non costringere i cittadini a rivolgersi ai laboratori privati. Come Tribunale per i diritti del malato e Cittadinanzattiva riceviamo ogni giorno telefonate di persone che non sanno cosa fare, a chi rivolgersi, non solo per i tamponi, ma anche per le visite ambulatoriali. È una situazione vergognosa che rischia di esplodere”.

È una situazione peggiore rispetto al lockdown?
“Durante il lockdown non c’è stata una vera e propria emergenza. Non abbiamo avuto i numeri della Lombardia: ci sono stati meno contagi perché si è chiuso tutto, si sono fatti meno tamponi e, quindi, sono emersi meno casi. La vera emergenza è ora, adesso abbiamo i numeri della Lombardia. Sono stati processati tanti tamponi, quindi, c’è un maggior numero di contagiati. Questa situazione bisognava prevederla. Dovevamo aspettarci questi numeri. Sbattere i pugni sul tavolo serve a poco perché in Campania non abbiamo una sanità capace di fronteggiare il virus. Il problema lo si risolve alla radice, perché devi assumere personale specializzato, ma senza innescare il clientelismo, come invece ci hanno già segnalato alcuni medici di base. I soldi li hanno stanziati per la sanità pubblica e ci aspettiamo che vengano spesi bene. Da questo punto di vista forse il virus potrebbe avere un aspetto positivo. L’occasione è buona per superare i problemi della sanità pubblica campana, perché la cattiva gestione della sanità ricade sui cittadini più deboli”.

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