È guerriglia urbana a Napoli contro il coprifuoco appena entrato in vigore sull’intero territorio regionale dalle 23 alle 5 del mattino dopo. Migliaia di persone, soprattutto giovani, infatti, si sono radunate in alcuni punti del centro del capoluogo partenopeo per protestare contro la stretta decisa dalla Regione Campania per provare a fermare l’impetuosa e apparentemente inarrestabile crescita dei contagi da Covid-19.
Le convocazioni erano partite fin dal tardo pomeriggio (mentre già ieri sera un altro corteo di commercianti aveva occupato il lungomare) con un tam tam sui social network e, poco prima dell’orario di entrata in vigore del coprifuoco, in centinaia si sono ritrovati in largo San Giovanni Maggiore, davanti alla sede storica dell’Orientale, con tanto di striscioni e fumogeni accesi in segno di protesta contro il governo regionale e quello nazionale. Il principale bersaglio dei cori che si sono ben presto alzati dal corteo era soprattutto uno: il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, colpevole a detta dei manifestanti di una decisione che, a loro dire, violerebbe la libertà individuale e sarebbe molto dannosa per l’economia del territorio. In molti, volutamente, ostentavano la mascherina protettiva abbassata o, ancora peggio, evitavano di indossarla, mentre il corteo s’ingrossava sempre di più man mano che attraversava le vie del centro in direzione di via Santa Lucia.


