Il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho, nel corso di un’intervista rilasciata ai microfoni del programma radiofonico Moka in onda su Rai Radio 1, è tornato sugli scontri che venerdì sera hanno infuocato le strade di Napoli nelle ore del coprifuoco. Secondo il procuratore, dietro le proteste, vi sarebbe la regia occulta della criminalità organizzata, sostenuta tanto dagli ambienti dell’estrema sinistra che da quelli dell’estrema destra. Per Cafiero De Raho, infatti, si tratterebbe di una vera e propria sfida lanciata dalla camorra assieme a quelle formazioni estremiste. “C’è stata una violenza inaudita – ha detto in radio – che non è certamente propria dei soggetti che operano nel commercio, nelle iniziative economiche e nemmeno come lavoratori. Ci sono stati una serie di indizi dimostrativi di una partecipazione criminale camorrista, ma anche probabilmente di quelle formazioni estremiste che in questo momento tendono all’eversione, al sovvertimento dei valori dello Stato. Quindi, c’è una convergenza di interessi a intervenire sui cortei e spostare l’attenzione da quella che è una protesta a un attacco allo Stato“.
Sempre secondo Cafiero De Raho, tramite l’organizzazione del dissenso, la criminalità organizzata si legherebbe in questo modo a quelle parti della società e dell’economia contrarie alle chiusure, stringendo così un saldo legame con i soggetti maggiormente colpiti dalla crisi economica. Ai microfoni di Rai Radio 1 il Procuratore antimafia si è poi soffermato sul problema del boom dei contagi in tutta la regione, a suo dire collegato anche al cattivo comportamento dei cittadini i quali non rispetterebbero le misure adottate per contenere la pandemia. Per Cafiero De Raho, infatti, i nuovi focolai sarebbero scoppiati a causa degli assembramenti incontrollati e del mancato rispetto delle regole all’interno di bar, ristoranti e locali. Resterebbe pertanto fondamentale, per evitare un’ulteriore diffusione della pandemia tra la popolazione, una rigorosa gestione dell’ordine pubblico.


