Il tema del cyberbullismo è diventato, negli ultimi anni, argomento core dei dibattiti in atto tra autorità, forze dell’ordine, genitori e giovani fruitori di internet. Non che prima non fosse una preoccupazione da affrontare, semplicemente, non conoscendone i connotati, non si era in grado di proporre delle effettive contromisure. Con l’avanzamento tecnologico è possibile aggiungere delle esperienze al proprio bagaglio personale che forse erano impensabili anche solo pochi anni fa. Tuttavia, il web, per coloro che vi si approcciano distrattamente e con la guardia abbassata, nasconde delle insidie che si rivelano di gran lunga più pericolose di ciò che può sembrare a primo acchito. Il cyberbullismo, probabilmente, non viene sempre visto come un vero e proprio problema, a causa dell’intermediazione di oggetti come schermi e tastiere, ma solo perché qualcosa accade via internet non vuol dire che non possa avere gli effetti che avrebbe dal vivo.
Martedì 11 febbraio si celebrerà, in oltre 150 Paesi nel mondo, il Safer Internet Day 2020, la giornata mondiale per la sicurezza in rete. La polizia postale e delle comunicazioni in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione ha organizzato workshop e dibattiti sul tema del cyberbullismo che si terranno su tutto il territorio italiano. Un’edizione speciale del progetto Una vita da social, proprio l’11 febbraio, vedrà incontri avvenire contemporaneamente nelle scuole di 100 capoluoghi di provincia. Saranno oltre 60.000 i ragazzi che parteciperanno all’evento, incontreranno la polizia postale e si uniranno tutti sotto lo slogan “Together for a better internet”. Insieme per un internet migliore, un internet che ha la funzione di comunità, di comitiva di amici, di organizzazione sociale e come tale va protetta.

