C’era molta attesa per la risposta del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, all’inattesa decisione di ieri sera del Governo di inserire proprio la Campania, nonostante il boom di contagi da Covid-19 di queste settimane, tra i territori regionali di fascia gialla, cioè quelli a minor rischio epidemiologico. Già prima della conferenza stampa di ieri sera del premier Giuseppe Conte, De Luca aveva manifestato le proprie perplessità nei confronti del nuovo Dpcm governativo. Una nuova riflessione, però, è arrivata oggi, intorno all’ora di pranzo, attraverso la propria pagina Facebook, però senza utilizzare i toni incendiari (è molto meno aggressivo, per esempio, del sindaco di Napoli Luigi de Magistris) che si sarebbero aspettati tutti gli osservatori campani e nazionali, pur ribadendo con nettezza che “le decisioni del Governo sulla divisione in zone epidemiologiche dell’Italia hanno creato problemi del tutto prevedibili. Rimango convinto della necessità di misure nazionali unitarie, anche più rigorose, per una azione più efficace di contrasto al Covid, a fronte di una diffusione sostanzialmente omogenea del contagio“.
Il presidente, poi, prosegue rivolgendo la sua attenzione all’interno della regione, più che all’esterno. “Per quello che ci riguarda, sarebbe fuori luogo – spiega, infatti – ogni atteggiamento di autoconsolazione e di rilassamento. La situazione è pesante. E si rischia ora un paradosso: che chi è in zona rossa o arancione fra un mese riapre tutte le attività, avendo frenato il contagio; e chi oggi chiude gli occhi, dovrà bloccare tutto nel periodo natalizio. Deve essere chiaro che da oggi in poi saranno decisivi i comportamenti dei concittadini. Il contagio non scomparirà da solo. E il rischio di avere situazioni drammatiche è dietro l’angolo. Comportamenti irresponsabili, ancora largamente presenti nei nostri territori, rischiano di pregiudicare tutto e di far saltare due dati per noi decisivi che stiamo difendendo con l’impegno straordinario di tutto il personale sanitario: una presenza contenuta nelle terapie intensive e un numero contenuto di persone che perdono la vita in relazione alla popolazione residente“.


