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Home Mondo

Stati Uniti, la svolta Biden-Harris

Il presidente eletto ha parlato nella notte italiana a Wilmington, in Delaware, richiamando la nazione all'unità: "La nostra sarà un'America nella quale nessuno resterà indietro o abbandonato a se stesso". E la sua vice: "Sebbene io sia la prima donna a ricoprire questo incarico, non sarò l'ultima"

Diego Del Pozzo di Diego Del Pozzo
8 Novembre 2020
in Mondo

Con la vittoria (che si profila sempre più netta) del ticket democratico Biden-Harris alle elezioni presidenziali americane, gli Stati Uniti si preparano a entrare in una nuova fase. E lo fanno dopo quattro anni caratterizzati dalla presenza ingombrante, divisiva, chiassosa e anti-istituzionale di un Donald Trump che ha messo – e sta continuando a mettere ancora in queste ore – a dura prova la tenuta della democrazia statunitense, capace però, nonostante tutto, di opporre anticorpi tali da riuscire a resistere anche ai poderosi scossoni, purtroppo ancora in atto, di un trumpismo che, in questi anni, ha fatto da megafono alle tendenze più reazionarie, violente, sovraniste, anti-scientifiche presenti comunque tra larghi strati della popolazione americana e ancora lontane dall’essere riassorbite o mitigate. Non va dimenticato, infatti, che – a conteggi ancora non definitivi e grazie a un’enorme affluenza al voto – lo stesso Trump 2020 è stato il secondo candidato presidente più votato nell’intera storia degli Stati Uniti, con i suoi circa settanta milioni di preferenze, subito dietro al recordman Joe Biden e ai suoi settantaquattro milioni.

A new day in America has come. Tune in as Vice President-Elect @KamalaHarris and I address the nation. https://t.co/d38F58DHu8

— Joe Biden (@JoeBiden) November 8, 2020
Il video integrale dei discorsi di stanotte di Joe Biden e Kamala Harris

Il presidente eletto, esponente della middle class a stelle e strisce con notevolissima esperienza politica e un rassicurante approccio da “zio buono” segnato da numerose tragedie personali e dotato di grande umanità, e la sua carismatica vicepresidente Kamala Harris dovranno, dunque, innanzitutto provare a ricompattare una nazione che esce dal voto ancora più divisa, rabbiosa, polarizzata. E non è un caso che la parola più utilizzata da entrambi, durante i rispettivi discorsi pronunciati stanotte dal palco di Wilmington, nello Stato del Delaware, sia stata proprio “unità”. “Sarò il presidente di tutti gli americani, nonostante io sia un democratico orgoglioso di esserlo“, ha ribadito di fronte ai suoi sostenitori in festa colui che è stato il vice di Barack Obama alla Casa Bianca per otto anni (Obama che ha fatto da autentico regista del ticket Biden-Harris). “Sono onorato – ha aggiunto – che gli americani mi abbiano scelto e io sarò un presidente che unisce e non un presidente che divide. Torniamo ad ascoltarci, siamo tutti americani: gli avversari non devono essere mai considerati nemici. Non esistono Stati blu e Stati rossi: esistono solo gli Stati Uniti. So che coloro che non mi hanno votato stasera sono tristi, ma so come ci si sente, poiché anche io in vita mia ho perso un paio di volte. Però, vi chiedo di darci una possibilità e, soprattutto, di essere uniti e aiutarci l’uno con l’altro“.

Introdotto sul palco dalle note di Bruce Springsteen e della sua We Take Care of Our Own (un autentico manifesto programmatico), nel suo discorso il presidente eletto, che compirà 78 anni il 20 novembre, ha ribadito che è giunto il momento di “guarire l’anima dell’America” e ha proposto subito una serie di stacchi netti rispetto al quadriennio di Trump, su temi importanti come la lotta alla pandemia (“Prometto massimo impegno, nel segno della scienza e della verità“), ma anche il rispetto del clima e dell’ambiente e la tutela delle minoranze e dei migranti: “La nostra sarà un’America nella quale nessuno resterà indietro o abbandonato a se stesso“, ha ribadito poco prima che sul palco lo raggiungessero la moglie Jill e l’intero nucleo familiare; e che lo stesso Biden ricordasse il figlio Beau, il primogenito morto nel 2015 per un tumore al cervello, collega e amico di Kamala Harris, quando i due ricoprivano la carica di procuratore generale, lui in Delaware e lei in California: fu proprio Beau, peraltro, a presentare Kamala al padre Joe.

Poco prima di Biden, era salita sul palco proprio la vicepresidente eletta Kamala Harris, in uno spettacolare completo total white e sfoggiando un sorriso che ha aperto certamente alla speranza i cuori dei milioni di persone che la seguivano dagli schermi americani e del resto del mondo. Accolta come un’autentica rockstar, con tifo da stadio, clacson impazziti e bandiere sventolanti, la cinquantaquattrenne ex procuratrice di San Francisco prima e della California poi – colei che in molti definiscono la Obama donna e già vedono lanciata verso la presidenza nel 2024, anche a causa dell’età avanzata di Joe Biden – ha esordito con un tocco di classe, citando John Lewis, membro del Congresso e simbolo vivente del movimento per i diritti civili nonché uno tra i politici afroamericani più in vista del Paese, scomparso a metà luglio a 80 anni ad Atlanta. “Prima di morire, John Lewis ha scritto: ‘La democrazia non è uno stato, è un atto’. Ciò che voleva dire è che la democrazia americana non è garantita, ma è forte soltanto quanto la nostra volontà di lottare per essa. So che sono stati tempi impegnativi, specialmente negli ultimi mesi, col dolore, le preoccupazioni e le lotte. Ma abbiamo anche assistito – ha aggiunto rivolgendosi direttamente agli americani – al vostro coraggio, alla vostra capacità di recupero e alla generosità del vostro spirito. Per quattro anni, avete marciato per l’uguaglianza e la giustizia per le nostre vite e per il nostro pianeta. Poi, avete votato. E avete consegnato un messaggio chiaro, scegliendo speranza e unità, decenza, scienza e, sì, verità. Scegliendo Joe Biden come presidente degli Stati Uniti d’America“.

Joe Biden e Kamala Harris

Kamala Harris, e dopo di lei Joe Biden, hanno sottolineato come la sola presenza della vicepresidente eletta su quel palco rappresenti concretamente l’idea dell’America come “Paese delle possibilità e delle opportunità“. Figlia di un’immigrata indoamericana e di un uomo di origini giamaicane, infatti, la Harris incarna in sé quei valori dell’american dream che, in un momento storico per il mondo e per gli Stati Uniti, ne fanno non soltanto la prima donna capace di arrivare alla vicepresidenza degli Stati Uniti ma anche, in prospettiva, l’esponente politica di riferimento di un Partito Democratico in questi anni profondamente rinnovato e ringiovanito grazie anche a figure “di rottura” col passato come, per esempio, le quattro parlamentari progressiste Alexandria Ocasio-Cortez, Ilhan Omar, Rashida Tlaib e Ayanna Pressley, membri informali del gruppetto definito The Squad, tutte saldamente riconfermate al Congresso nonostante i ripetuti attacchi del presidente uscente e della più retriva destra americana. “Sebbene io sia la prima donna a ricoprire questo incarico, non sarò l’ultima“, ha urlato sorridente dal palco Kamala Harris, che poi ha aggiunto: “Penso alle donne che hanno combattuto e sacrificato così tanto per l’uguaglianza, la libertà e la giustizia per tutti, comprese le donne afroamericane, spesso trascurate ma che invece hanno spesso dimostrato di essere la spina dorsale della nostra democrazia. Joe ha avuto l’audacia di rompere una tra le barriere più resistenti nel nostro Paese e la mia sola presenza su questo palco può servire a tante ragazzine che adesso mi stanno guardando a capire che davvero questa può essere una terra di opportunità“.

Quindi, la vicepresidente eletta ha ricordato proprio la figura di sua madre, Shyamala Gopalan Harris, che da ragazza migrò dall’India verso gli Stati Uniti: “Lei credeva nell’America che rende possibili momenti come questo. Penso a lei e penso a intere generazioni di donne, donne di colore, asiatiche, bianche, latine, native americane, che hanno battuto la strada per far realizzare questo preciso momento. Io cammino sulle loro spalle“. Nel suo messaggio conclusivo agli americani più giovani è racchiuso tutto il senso di una notte che, nonostante le minacce di cause legali e ricorsi da parte di Donald Trump (che continua a urlare alla cospirazione e al voto illegale e non ha ancora concesso la vittoria al suo avversario), potrebbe davvero rappresentare un decisivo momento di svolta per gli Stati Uniti d’America e, di conseguenza, per gli equilibri globali: “Abbiamo un messaggio chiaro per i figli del nostro Paese: indipendentemente dal vostro genere sognate con ambizione, tenete salde le vostre convinzioni e guardate a voi stessi in modi che forse gli altri non vedranno, semplicemente perché non lo hanno mai visto prima. Ma sappiate che noi vi applaudiremo a ogni passo che farete in quella direzione“.

I hope every little girl watching tonight sees that this is a country of possibilities. pic.twitter.com/E4GYfr2QoO

— Kamala Harris (@KamalaHarris) November 8, 2020

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Tags: Kamala HarrisStati Uniti
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