Il cammino di Cosimo Sibilia verso la guida della Federazione italiana giuoco calcio si complica? Da quando il presidente della Lega nazionale dilettanti (e deputato irpino di Forza Italia) ha deciso di contrastare la leadership di Gabriele Gravina, attuale numero uno della Figc, i due contendenti non si sono certo risparmiati, con velenose e reciproche stilettate apparse su quotidiani sportivi e non. Ma ciò che Sibilia forse non si aspettava sono state le polemiche provenienti dalla Lega da lui presieduta. Oggetto degli attacchi è stata la presunta cattiva gestione riguardante il campionato di Serie D (sospeso fino al 29 novembre e con 91 incontri da recuperare, in programma dall’8 al 22 di questo stesso mese) e i protocolli di sicurezza anti-Covid disposti per lo stesso torneo. È chiaro, però, che le società puntano anche e soprattutto a ricevere quei soldi tanto promessi e necessari per il prosieguo della stagione (Covid-19 permettendo), considerati i mancati introiti per le partite giocate e per quelle da giocare a porte chiuse. A dare fuoco alle poveri è stato il presidente del Seregno Calcio Davide Erba, che non ha usato mezzi termini, definendo in un’intervista l’attuale dirigenza della Lnd “totalmente inadeguata per come ha dimostrato di gestire il movimento quest’anno con l’emergenza Coronavirus”. Erba non solo ha chiesto al presidente della Figc Gravina di prendere provvedimenti nei confronti di Sibilia, ma lui si è fatto carico di una raccolta firme per sfiduciare il numero uno della Lnd. Una chiamata alle armi che, però, non ha raggiunto il quorum necessario del 51 per cento delle società iscritte al campionato.

Dal canto suo Cosimo Sibilia, figlio di Antonio, focoso, discusso e indimenticato patron dell’Avellino Calcio che raggiunse la Serie A negli anni Ottanta, ha cercato in queste settimane di rassicurare i presidenti sui contributi, che dovrebbero arrivare a gennaio 2021, e promesso una modifica dei protocolli sanitari per le società di Serie D, che al momento non hanno l’obbligo di sottoporre a tampone i propri tesserati prima delle gare. A complicare le cose per Sibilia c’è, inoltre, la Divisione Calcio a 5, anch’essa inserita nella Lnd, ma che vorrebbe passare alle dirette dipendenze della Figc. La stessa Divisione Calcio a 5 è stata commissariata da Sibilia “per irregolarità di gestione riscontate da parte del Collegio dei Revisori dei Conti”, commissariamento confermato di recente dal Collegio di garanzia dello Sport presso il Coni. Insomma, un quadro poco rassicurante per il deputato irpino, anche perché la Lnd ha il più grande bacino di voti (34 per cento) di tutta la Federazione italiana giuoco calcio e rischiare di non essere eletti per ‘colpa’ di una parte considerevole della Lega di cui è presidente sarebbe un grosso smacco. Le elezioni, comunque, sono in programma per marzo del 2021 e fino ad allora ne vedremo ancora delle belle fra il lupo irpino (Sibilia) e quello marsicano (Gravina).

