Aversa, dopo la bocciatura del bilancio è il momento della resa dei conti nel Pd
Le voci, neppure tanto di corridoio, di incontri e contatti in Regione, per cercare di riportare in assise la discussione sullo strumento finanziario vengono smentite ufficiosamente dall'entourage del sindaco
A due giorni dal consiglio comunale, che ha sancito la conclusione dell’esperienza amministrativa targata Alfonso Golia, strani movimenti politici, non smentiti ufficialmente, lascerebbero intendere che la partita non sia ancora terminata, con la possibilità di eventuali tempi supplementari. Se il sindaco ha annunciato, attraverso un post sulla sua pagina Facebook, “che stamattina è arrivata la diffida del Prefetto per la mancata approvazione degli equilibri di bilancio entro il termine del 30 novembre”, atto che anticipa l’arrivo del commissario prefettizio, il segretario cittadino del Partito democratico Francesco Gatto ha protocollato, invece, un documento presso la casa comunale che ratifica l’allontanamento dal gruppo consiliare del Pd dei dissidenti Paolo Santulli, Eugenia D’Angelo, Maurizio Danzi e Francesco Forleo (quest’ultimo assente nel consiglio comunale del 30 novembre). La rappresentanza del Pd nel civico consesso si è ridotta, quindi, a Vincenzo Angelino e Erika Alma, quest’ultima nuovo capigruppo.
Il gesto di Gatto è apparso quantomeno strano: i quattro ‘dissidenti’ sono stati espulsi dal gruppo consiliare, ma rimangono nel partito. Perché questa decisione? E, soprattutto, qual è il senso della punizione per i democrat dissidenti se con lo scioglimento anticipato non si svolgeranno più consigli comunali? Le voci, neppure tanto di corridoio, di incontri e contatti in Regione, per cercare di riportare in assise la discussione sull’assestamento di bilancio entro i venti giorni dalla diffida si fanno sempre più incessanti. Il consigliere comunale Pasquale Fiorenzano fedelissimo di Golia, afferma, comunque, che “al momento non c’è affatto questa possibilità”, anche con quella parte di opposizione che si è mostrata più sensibile alle sirene del sindaco, cioè il gruppo guidato da Giovanni Innocenti, facente capo al consigliere regionale Giovanni Zannini. Fiorenzano, però, ne loda il comportamento in consiglio comunale.
“Quei consiglieri – prosegue – che da un lato hanno rispettato il mandato dei propri elettori, dall’altro hanno compreso la responsabilità del momento, a differenza di una parte degli esponenti della nostra maggioranza. Gli interventi di questi consiglieri di opposizione sono stati di gran lunga superiori rispetto al teatrino messo in piedi da quella parte della nostra maggioranza che ha ritenuto opportuno bocciare l’assestamento di bilancio”. Fiorenzano non nasconde l’orgoglio per quanto è accaduto il giorno dopo il consiglio comunale. “Ciò che più ci conforta – sostiene – è la reazione a caldo della città, che ci chiede di continuare a guidare Aversa, perché non si può interrompere in questo modo un percorso di cambiamento radicale riconosciuto dalla maggioranza dei cittadini”. Dall’entourage del sindaco, intanto, trapela la volontà di non mollare, ma solo in vista del nuovo appuntamento elettorale. L’idea di passare dalla padella alla brace, stringendo accordi con le forze di minoranza per cercare di rimanere in sella, non sembra entusiasmare il primo cittadino Golia, anche se in politica non si hanno mai certezze e fino alla scadenza del ventesimo giorno utile per rivotare il bilancio potrebbe accadere di tutto.
In città, intanto, si continua a discutere. Attraverso una nota, anche il movimento Potere al popolo è entrato nel merito della caduta dell’amministrazione Golia. “Non è facile – sostengono gli esponenti di sinistra – dare un giudizio sul lavoro svolto in questi diciassette mesi da una giunta tecnica praticamente immobile. Per paradosso, lo stesso Covid ha probabilmente ritardato la crisi di un’amministrazione già palese dopo pochi mesi di vita. Gli scontri all’interno di casa Pd, tra gruppi e bande rivali, si sono susseguiti anche nella campagna elettorale delle scorse elezioni regionali. Non ci meravigliail voto palesato consiglio comunale, pubblica esplicazione di ben conosciuti appetiti speculativi e di potere, esercizio di quelle consorterie che hanno votato contro immaginando nuovi assetti. Le aggregazioni o le coalizioni elettorali, mascherate spesso da liste civiche indefinite con clan alle spalle, acuiscono il disorientamento popolare e fanno implodere esperienze come quella della giunta Golia e frustrano ancora di piùl’esigenza di una rappresentanza chiara soprattutto nelle classi subalterne”.
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