Tra autocertificazioni e controlli, blindate le festività natalizie degli italiani
La ministra Lamorgese ha fatto sapere dell'arrivo di circa 70mila forze di polizia occupate nei servizi di verifica in punti "caldi" quali negozi, arterie di traffico e aeroporti
Sarà un Natale diverso da tutti gli altri quello che arriverà nelle case degli italiani. Prevarranno le imitazioni negli spostamenti e i sacrifici, sanciti dalle autocertificazioni e dai maggiori controlli da parte delle forze dell’ordine. Secondo l’ultimo Dpcm presentato dal premier Giuseppe Conte, a prescindere dai colori di ogni regione, dal 21 al 6 gennaio non saranno consentiti spostamenti tra regioni e province autonome e, nei giorni del 25 e 26 dicembre e del primo gennaio sarà vietato uscire dal proprio Comune di residenza salvo che per comprovati motivi di necessità, lavoro o salute. Saranno ammesse deroghe solo per consentire il rientro presso la propria residenza, domicilio o abitazione, mentre non sarà possibile raggiungere le seconde case.
A tal proposito, da quanto si legge nella circolare del Viminaleindirizzata ai prefetti, si richiedono maggiori controlli nelle principali arterie di traffico e nelle stazioni riguardo gli spostamenti tra regioni e quelli tra i Comuni, così come anche nelle aree dove potrebbero crearsi possibili assembramenti. Anche in questo caso, a fronte delle restrizioni “natalizie”, sarà necessario utilizzare l’autocertificazione nel momento in cui ci si sposterà, sempre per comprovate esigenze. “Tra le situazioni di necessità, per le quali resta fermo l’uso del modulo di autodichiarazione, può farsi rientrare, a mero titolo di esempio, l’esigenza di raggiungere parenti, ovvero amici, non autosufficienti, allo scopo di prestare a essi assistenza”, è quanto si legge sulla circolare.
Proprio per questo motivo la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese ha annunciato, ai microfoni di Sky tg24, l’aumento del numero di rappresentanti delle forze di polizia occupati per tali controlli: si tratta infatti di circa 70mila agenti e militari, i quali saranno presenti nei luoghi più “caldi”, come anche nelle vicinanze di negozi lasciati aperti, costantemente attenti alla possibile creazione di folle all’esterno e all’interno degli esercizi commerciali. Controlli, questi, che s’inaspriranno anche in punti nevralgici quali frontiere e aeroporti. La stessa Lamorgese ha poi sottolineato come sia evidente che queste normative attuali richiedano sforzi e sacrifici per tutti i cittadini, per evitare una possibile terza ondata.
Parole dure, invece, quelle del ministro per gli Affari regionali e le autonomie Francesco Boccia, il quale si è scagliato, in un post su Facebook, soprattutto contro coloro che hanno criticato le scelte del Governo, considerate da alcuni fin troppo restrittive: “Ora assistiamo anche al tentativo di strumentalizzare il divieto degli spostamenti tra Comuni – ha tuonato il ministro – che riguarda solo tre giorni (25, 26 dicembre e 1 gennaio). Polemiche ancora più assurde e pretestuose se pensiamo che lo stesso divieto era già previsto per i territori in zona arancione e zona rossa e nessuno si è mai lamentato del fatto che un nonno o un anziano potesse rimanere da solo. Perché? Semplicemente perché non è mai stato così, nessun anziano è stato privato di assistenza; lo stato di necessità era previsto allora, com’è previsto adesso”.
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