Più di 23mila aspiranti specialisti di tutta Italia attendono di conoscere il proprio destino, dopo aver partecipato al concorso per l’accesso alle Scuole di specializzazione medica 2020 svoltosi lo scorso 22 settembre: ora, stanchi di aspettare, sono pronti a scendere in piazza. La graduatoria sarebbe dovuta uscire il 5 ottobre, ma è stata rinviata al giorno 26 dello stesso mese. Motivo del rinvio, i ricorsi intrapresi e vinti da numerosi candidati, che hanno costretto il ministero dell’Università e della Ricerca a modificare punteggi e posizioni. Il 26 ottobre, quindi, è stata ufficializzata una graduatoria provvisoria, dopodiché lo stesso Mur ha indicato nel 30 novembre la data in cui assegnare i candidati vincitori alle scuole, ma anche questa scadenza non è rispettata: tutto è stato rinviato al 3 dicembre. Giovedì scorso, però, un’altra doccia fredda per gli aspiranti specialisti medici: con una nota pubblicata sul sito ufficiale il Mur ha rimandato a dopo il 15 dicembre “il cronoprogramma aggiornato delle successive fasi della procedura concorsuale”, cioè la pubblicazione della graduatoria definitiva e l’assegnazione alle scuole.
Ma perché il Mur attende il 15 dicembre? Proprio in tale data il Consiglio di Stato deciderà su ricorsi e controricorsi, così da mettere la parola fine (si spera) alla lunga attesa. Il ministro Gaetano Manfredi assicura, comunque, che tutto questo ritardo “non avrà alcun impatto sul percorso formativo degli specializzandi”, i quali prenderanno servizio, come previsto, il 29 dicembre (altrimenti addio fondi). I giovani medici, però, non ci stanno e hanno indetto per domani una manifestazione a Roma, davanti alla sede del Mur, e nelle piazze delle principali città italiane dal titolo #Sbloccatessm2020. Alcuni sit-in sono già avvenuti, come a Napoli o Cosenza, organizzati da “Chi si cura di Te?” associazione “per la difesa dei diritti e delle tutele di specializzandi, camici grigi, medici di medicina generale in formazione”.


