Ora arriva la tegola della gara d’appalto per i servizi di gestione e riscossione dei tributi comunali. Le brutte notizie non arrivano mai da sole per l’amministrazione comunale targata Alfonso Golia. Dopo essere uscita indenne dai rischi del Consiglio comunale sull’ampliamento del Liceo “Fermi” e dopo la vicenda del mercato ortofrutticolo, senza dimenticare la questione ancora aperta del passaggio di cantiere Senesi-Tekra, c’è un’altra gatta da pelare.
Anche in questo caso, è utile precisarlo, si tratta di una “pratica” ereditata, precisamente dal 2017, con in più un ricorso al Tar, ma è chiaro che la vicenda ha ripercussioni sull’oggi e anche sul domani della città, visto che stiamo parlando di introiti per le già disastrate casse comunali.
A consegnare l’ennesima patata bollente ad amministrazione e tecnici comunali (sempre più nell’occhio del ciclone), è stata la Publiservizi srl, una delle due ditte che hanno partecipato alla gara, la quale ha imposto la verbalizzazione, tramite il suo delegato Paolo La Scala, del fatto che i plichi contenenti i documenti non erano sigillati, ma completamente aperti.
Una situazione anomala che non è piaciuta alla Publiservizi, pronta a rivolgersi alla magistratura, alla Corte dei Conti e alla prefettura. La società, inoltre, punta ad informare gli organi competenti anche sulla cifra di 26 milioni di euro di entrate certe, che è stata inserita, fra gli elementi di base d’asta, nel capitolato della gara. Secondo la Publiservizi quei 26 milioni sono una cifra che non rappresenta più la realtà, in quanto, dopo quasi tre anni, queste entrate non sarebbero più tanto certe.