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Domenico Battaglia è il nuovo arcivescovo di Napoli: “La mancanza del lavoro è la vera piaga di questa nostra società”

Prende il posto del cardinale Crescenzio Sepe. Nato in provincia di Catanzaro, nel 2016 è giunto nella diocesi beneventana grazie alla nomina di Papa Francesco

Sara Dell'Aversano di Sara Dell'Aversano
12 Dicembre 2020
in Cronaca, Napoli

Domenico Battaglia, 57 anni, proveniente dalla diocesi beneventana, è stato nominato arcivescovo di Napoli. Un annuncio che è arrivato a ora di pranzo, dopo che erano stati convocati in Curia tutti i consultori, i vicari, i decani e i direttori degli uffici, come da rito. Battaglia succede al cardinale Crescenzio Sepe, che lascia il posto dopo sedici anni. La sua nomina arrivò a maggio 2006, con Papa Benedetto XVI. Tale scelta, comunque, non è giunta a sorpresa: nel mese di gennaio di quest’anno, infatti, Papa Francesco aveva già pensato a monsignor Battaglia, ma con la pandemia attualmente in corso le procedure di rito sono state molto rallentate, fino ad arrivare poi alla nomina di oggi.

La vita del nuovo arcivescovo è costellata di tante attività, tutte legate da un unico filo: quello della cura e dell’attenzione verso i più deboli. Battaglia è nato il 20 gennaio 1963 a Satriano, in provincia di Catanzaro, città nella quale ha poi svolto gli studi filosofico-teologici presso il seminario San Pio X e dove è cresciuto. Sacerdote lo è diventato nel 1988, per poi essere nominato rettore del seminario liceale di Catanzaro, in seguito parroco della Madonna del Carmine e direttore dell’Ufficio diocesano per la Cooperazione missionaria tra le Chiese. Infine, dal 2000 al 2006, è stato nominato vicepresidente della fondazione Betania di Catanzaro. Nel 2016 è arrivato in Campania, poiché Papa Francesco lo ha nominato vescovo a Cerreto Sannita, Telese e Sant’Agata de’ Goti.

Probabilmente un dono del destino, nel suo nome sembra essere racchiuso il suo scopo nella vita: la battaglia, non una qualsiasi, ma quella a favore degli ultimi. Amico di don Luigi Ciotti e di don Virginio Colmegna, il nuovo arcivescovo di Napoli è stato molto attivo soprattutto nel condannare le problematiche economiche e sociali scaturite in seguito al Coronavirus, con una lettera pastorale scritta nel mese di aprile, nella quale ha denunciato la sofferenza dei più poveri ed evidenziato come la pandemia abbia messo a nudo tutte le ferite del mondo. Battaglia ha, inoltre, parlato anche di manager e detentori di grandi finanze che, pur vedendo morire, giorno dopo giorno, tanti uomini, non sono disposti a donare nulla, nel timore di perdere i loro preziosi, quanto troppo materiali, profitti.

E anche nel suo primo messaggio inviato ai fedeli della Chiesa di Napoli, infatti, il nuovo arcivescovo tocca subito temi sociali. “La capacità di resistere, reggendo, per così dire, anche al crollo di molte speranze, che trovo simile – scrive l’arcivescovo Battaglia – a quella della mia gente di Calabria, è la vostra e la nostra risorsa più grande. Accanto al desiderio di questa umanità che vuole rialzarsi, ci sono tanti che sperano e lottano ogni giorno per la giustizia, l’onestà, l’uguaglianza e la preferenza verso i più deboli, ma anche per la mancanza del lavoro, che rimane la vera piaga di questa nostra società“.

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Tags: Domenico Battaglia
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