Domenico Battaglia, 57 anni, proveniente dalla diocesi beneventana, è stato nominato arcivescovo di Napoli. Un annuncio che è arrivato a ora di pranzo, dopo che erano stati convocati in Curia tutti i consultori, i vicari, i decani e i direttori degli uffici, come da rito. Battaglia succede al cardinale Crescenzio Sepe, che lascia il posto dopo sedici anni. La sua nomina arrivò a maggio 2006, con Papa Benedetto XVI. Tale scelta, comunque, non è giunta a sorpresa: nel mese di gennaio di quest’anno, infatti, Papa Francesco aveva già pensato a monsignor Battaglia, ma con la pandemia attualmente in corso le procedure di rito sono state molto rallentate, fino ad arrivare poi alla nomina di oggi.
La vita del nuovo arcivescovo è costellata di tante attività, tutte legate da un unico filo: quello della cura e dell’attenzione verso i più deboli. Battaglia è nato il 20 gennaio 1963 a Satriano, in provincia di Catanzaro, città nella quale ha poi svolto gli studi filosofico-teologici presso il seminario San Pio X e dove è cresciuto. Sacerdote lo è diventato nel 1988, per poi essere nominato rettore del seminario liceale di Catanzaro, in seguito parroco della Madonna del Carmine e direttore dell’Ufficio diocesano per la Cooperazione missionaria tra le Chiese. Infine, dal 2000 al 2006, è stato nominato vicepresidente della fondazione Betania di Catanzaro. Nel 2016 è arrivato in Campania, poiché Papa Francesco lo ha nominato vescovo a Cerreto Sannita, Telese e Sant’Agata de’ Goti.


