Con una nota emessa subito dopo il consiglio comunale del 30 novembre, in cui l’amministrazione fu sfiduciata nella votazione sull’assestamento di bilancio, l’ex senatore e presidente di Comunità solidale Lucio Romano aveva già confermato il suo sostegno al sindaco Alfonso Golia. All’indomani dell’assise del 23 dicembre che ha, invece, definitivamente ratificato la nuova maggioranza e le divisioni all’interno del Partito democratico, Romano rinnova il suo appoggio a Golia nell’intervista rilasciata a Il Crivello, sicuro che “in questo primo anno e mezzo di amministrazione sono stati gettati i semi di un lavoro sempre orientato al bene comune, che germoglierà appieno nei mesi a venire”.
Senatore Romano, il consiglio comunale del 23 dicembre è stato definito il momento del ribaltone, del cambio di casacca o del salto della quaglia. In qualsiasi modo lo si voglia chiamare, qual è il suo giudizio su questo atto politico?
“Come metodo di analisi ogni evento va letto sempre in una prospettiva più ampia e realista, con valutazioni oggettive e senza condizionamenti di parte. Ecco, le suggestive parole con le quali ha sintetizzato le vicende dell’ultimo consiglio comunale potrebbero descrivere anche la delusione di tanti elettori che hanno visto rappresentanti della maggioranza votare contro, per andare alle elezioni dopo appena diciotto mesi. Ritengo che la politica non si debba fare con i personalismi e i rancori. Sono sempre stato uno strenuo sostenitore della stabilità e del voto a scadenza naturale. Detto questo, è apprezzabile che anche ad Aversa ci si muova nel perimetro della ‘geografia’ politica regionale e nazionale, che sicuramente garantirà un più costante dialogo e una collaborazione interistituzionale per mettere mano ai vecchi e nuovi problemi della nostra città. Peraltro, è solo un formale ingresso in maggioranza da parte di consiglieri comunali che già da tempo hanno collaborato con l’amministrazione in termini di idee e progettualità”.
Una delle accuse che viene rivolta al sindaco è quella di essere accentratore e di prendere decisioni senza ascoltare la sua maggioranza o parte di essa. In questo senso ritiene che Golia abbia commesso degli errori?
“Per dire il vero, il sindaco stesso ha fatto autocritica, riconoscendo con onestà intellettuale gli errori commessi in questi diciotto mesi. D’altra parte, la complessità delle procedure burocratiche, l’imprevedibile e drammatica emergenza pandemica, l’assunzione in tempi brevi dei primi e gravosi provvedimenti attesi da anni hanno pesato sulla fase iniziale dell’amministrazione comunale. Vale per Alfonso Golia così per chiunque. Da qui, però, ben lungi dall’addossare ogni tipo di colpa esclusivamente al sindaco che, sia sotto il profilo della responsabilità amministrativa sia della guida politica, è primus inter pares. Adesso questa fase si è chiusa. Usando una metafora calcistica, bisogna ora scendere in campo ogni giorno con sempre maggiore determinazione e coesione. A vincere o perdere sarà la squadra, non solo il sindaco. Ma, in definitiva, i veri vincitori o sconfitti saranno solo e soltanto i cittadini”.
In questo nuovo contesto, secondo lei quanto il sindaco potrà essere condizionato nelle sue scelte sul programma e sui nomi di eventuali ingressi in giunta?