Con l’ausilio delle indagini e il contributo dei collaboratori di giustizia, le forze dell’ordine stanno risalendo ai presunti mandanti ed esecutori di numerosi omicidi di camorra avvenuti negli anni scorsi a Napoli. In uno di questi è ritenuto coinvolto il 25enne Enrico La Salvia.
Proprio durante la mattinata odierna, i carabinieri del nucleo investigativo di Napoli hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dall’ufficio del Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, nei confronti di Enrico La Salvia.
A soli 25 anni, La Salvia è ritenuto gravemente indiziato, in concorso con altri, del reato di omicidio aggravato dalla finalità mafiosa. L’accusa, nello specifico, riguarda l’omicidio di Antonio Bottone, omicidio avvenuto, secondo le indagini, nell’ambito della faida, per la conquista del territorio, fra il clan Sequino e il clan Vastarella.
Le attività di indagine, culminate nel provvedimento eseguito questa mattina, costituiscono la prosecuzione delle attività investigative che hanno già consentito di ricostruire l’organigramma del clan Sequino e la contrapposizione armata esistente con il clan Vastarella ed altri gruppi camorristici operanti nel territorio cittadino del quartiere della Sanità.
In tale contesto si colloca l’omicidio del giovane Antonio Bottone e il contemporaneo ferimento di Daniele Pandolfi, quest’ultimo affiliato al clan Vastarella, avvenuti il 6 novembre 2016 all’ingresso di una cornetteria nella zona dei Colli Aminei.
Determinante, per lo sviluppo delle indagini, è stato il contributo delle recenti dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, in particolare di Pandolfi, ferito nel corso dell’agguato. La Salvia, destinatario della misura restrittiva, è già detenuto in virtù dell’ordine di custodia cautelare che ha portato, nel febbraio del 2019, all’arresto di 32 persone ritenute, a vario titolo, affiliate al clan Sequino.