Ha preceduto Alfonso Golia come primo cittadino di Aversa e ora guarda dall’esterno ciò che succede nella casa comunale, senza tralasciare l’impegno politico, in particolare quello al fianco del figlio Orlando, candidato alle ultime elezioni regionali. Enrico De Cristofaro commenta le ultime vicende che hanno coinvolto l’amministrazione comunale in carica, togliendosi più di un sassolino dalle scarpe.
Come giudica gli avvenimenti politici che si sono susseguiti in quest’ultimo mese dell’anno ad Aversa?
“Quando l’attuale sindaco Alfonso Golia andò dal notaio, nel buio della notte, a dimettersi per far cadere la mia giunta, non ci furono dichiarazioni ‘fuori dal coro’ favorevoli alla continuità dell’amministrazione o prese di posizioni favorevoli a portare a termine il mandato. Adesso, invece, leggo l’intervista del senatore Lucio Romano che parla di responsabilità e riscopro un articolo di quel periodo in cui lo stesso Golia stigmatizzava il trasformismo e i continui cambi di assessori. Si tratta, dunque, di memoria corta, incoerenza o attaccamento alla poltrona? E per favore non tiriamo in ballo la pandemia: in queste situazioni emergenziali sindaci o commissari non devono fare altro che seguire le indicazioni del Governo centrale e regionale. Bisognerebbe, quindi, essere coerenti sempre nell’esprimere le proprie idee, anche quando ci si trova dall’altra parte della parte barricata. È chiaro che, visto il momento particolare, non era il caso di far cadere l’amministrazione, ma non posso non criticare le parole del primo cittadino o dei suoi difensori esterni. Adesso ci vuole un atto di responsabilità ed è meglio evitare che arrivi il commissario, mentre quando ero io sindaco il commissariamento andava bene. Si difende l’indifendibile: c’è il trasformismo, il salto della quaglia, l’improvvisazione e soprattutto il disattendere un programma elettorale gridato a gran voce. Il sindaco ha detto che non avrebbe fatto inciuci, ma così, invece, ha mantenuto la poltrona: predica bene e razzola male”.
Quindi il sui giudizio sull’amministrazione guidata da Alfonso Golia è totalmente negativo?
“Confrontiamo il primo anno e mezzo della mia amministrazione con lo stesso periodo di quella attuale: non hanno fatto nulla. Stanno vivendo di rendita sui finanziamenti da noi ottenuti, come quelli per via Nobel. Sui beni confiscati alla camorra abbiamo iniziato noi le pratiche, mancava solo l’ultimo passaggio per metterli a disposizioni delle attività sociali. Che fine ha fatto, inoltre, la pista di atletica? Non hanno fatto nulla, tranne subito dopo il consiglio comunale del 30 novembre. In quest’arco di tempo hanno effettuato giunte su giunte per dimostrare di aver operato. Mi hanno accusato, inoltre, di aver cambiato assessori a iosa. Non ricordo, però, come si chiama il primo assessore all’Ambiente, che si è dimesso subito, mentre quello al Bilancio è stato sostituito, guarda caso, con Francesca Sagliocco, che era nella mia giunta. Ieri, infine, si è dimesso l’assessore Ciro Tarantino. Il sindaco adesso deve dare riscontro agli impegni assunti con coloro che lo hanno salvato: da qui a qualche mese ci sarà il cambio di altri assessori”.
La Sagliocco è stata, appunto, nella sua giunta, però è andata via. Una cosa che non le mai andata giù, vero?