La fine delle festività natalizie si avvicina e il 7 gennaio rappresenta il possibile punto di ri-partenza per molte regioni italiane, in materia di normative anti contagio da Covid-19. Le scelte del Governo e degli enti regionali si susseguono e saranno condizionate nei prossimi giorni da un quadro che diventa sempre più allarmante. Il tasso di positività attuale tocca quasi il 18 per cento. Il bollettino nazionale parla infatti di 11.831 nuovi casi e 364 morti, con un numero molto basso di tamponi effettuati, solo poco più di 67mila. Preoccupa, dunque la curva dei contagi, che ritorna a salire in tutta Italia, tanto da stimare circa 600mila casi complessivi per la fine del mese di gennaio, a fronte dei 577mila attuali.
In questo contesto, si monitora con attenzione la situazione di ogni singola regione (si stima che siano 14 quelle in cui è stata registrata una ripresa dei contagi, con in testa il Veneto), per le future collocazioni dei territori nelle diverse zone “colorate”. Attualmente, Liguria, Calabria, Puglia, Veneto, Basilicata e Lombardia sembrano tendere verso la zona rossa, soprattutto per il timore che le terapie intensive possano di nuovo essere troppo piene. Si tengono d’occhio anche Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta, Piemonte, Provincia autonoma di Trento ed Emilia Romagna, le quali hanno un’alta probabilità di superare la soglia critica di occupazione dei posti letto. A invertire il senso di marcia, invece, è l’Abruzzo, che dovrebbe ritornare in zona gialla dal 7 gennaio.


