L’ospedale di Parma ha ricevuto oggi un paziente particolare, Raffaele Cutolo, fondatore e capo della Nuova camorra organizzata, che è stato trasferito d’urgenza in un reparto riservato ai detenuti, dopo una grave crisi respiratoria. Le sue condizioni di salute erano già provate dall’età e da anni di carcere duro e isolamento e sembra che questo problema respiratorio le abbia aggravate ancora di più. Il boss mafioso, nato nel 1941 a Ottaviano, Comune napoletano alle pendici del Vesuvio, stava scontando la detenzione proprio nel carcere di Parma, quando sono sopraggiunte le complicazioni fisiche.
Raffaele Cutolo è rinchiuso dal 1995 al regime del 41-bis, legge che regola l’esistenza in carcere dei detenuti e attua misure privative e limitative della libertà. I condannati al 41-bis si trovano in isolamento nei confronti degli altri detenuti, la camera è singola e non c’è la possibilità di accedere agli spazi comuni. L’ora d’aria è limitata e avviene sempre in isolamento, lontano dagli altri condannati in carcere. Le limitazioni riguardano anche i colloqui con i familiari, che possono avvenire poche volte al mese o ogni due mesi e sempre attraverso un vetro divisorio a tutta altezza. Fece notizia il fatto che a Cutolo non fosse più concesso di riabbracciare la figlia Denise, dopo il compimento dei suoi 12 anni, come previsto per i detenuti al 41-bis, il cosiddetto carcere duro.

