Hanno finalmente avuto inizio, verso le ore 11,30 di questa mattina, i lavori per la demolizione della Vela Verde di Scampia, uno dei quattro edifici superstiti del complesso di edilizia popolare tristemente assurto, nel tempo, a simbolo del degrado di un’intera comunità urbana. L’abbattimento, la cui data precisa era stata annunciata una settimana fa, sta avendo luogo in maniera ordinata, senza l’impiego di cariche esplosive: sul posto sono intervenuti diversi escavatori, tra cui un cingolato da 130 tonnellate che, con l’ausilio di una grossa pinza oleodinamica capace di spingersi ad oltre 52 metri di altezza, dovrebbe portare a compimento il lavoro in un arco di tempo di circa quaranta giorni.
Grande soddisfazione è stata espressa dal mondo dell’associazionismo e da quanti, da anni, sono in prima linea sul difficile territorio della periferia partenopea. In particolare, un forte messaggio è arrivato dai componenti del Comitato Vele di Scampia, che la notte prima dell’inaugurazione del cantiere hanno voluto lasciare un ultimo striscione sull’edificio, che recita: “Questo è solo l’inizio. Scampia vuole tutto!”. I responsabili dell’associazione, in una nota diffusa sulla propria pagina Facebook, hanno così spiegato le motivazioni del gesto: “Perché fosse chiaro a tutti che non ci fermiamo, che la strada è lunga e che la vittoria di oggi è la vittoria di un popolo per troppi anni dimenticato e mortificato”.

