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Home Politica

Il sindaco di Aversa Golia: “Non venderò mai la dignità, per me parlano gli atti” (Video)

Pier Paolo De Brasi di Pier Paolo De Brasi
20 Febbraio 2020
in Politica
sindaco

Ad otto mesi dalla sua elezione, il sindaco di Aversa Alfonso Golia accetta di trarre un primo bilancio del governo della città, rispondendo alle domande del direttore de Il Crivello, Ignazio Riccio. Otto mesi non facili, in cui non sono state risparmiate critiche al primo cittadino e alla sua amministrazione.

Sindaco, come ha trovato, al suo arrivo in Comune, la situazione delle casse comunali?

“Siamo in una fase di studio dettagliato di tutte quelle che sono le voci di bilancio. Abbiamo sicuramente delle criticità che non nascondiamo e questo su alcuni comparti specifici, come ad esempio il comparto dell’acqua. Noi accerteremo, dopo l’approvazione del bilancio di previsione, tutti quei crediti che il Comune vanta verso i privati, proprio per verificare se siano crediti che possiamo ancora riscuotere. Solo così noi possiamo attivare un’opera di bonifica da un lato e un’opera di recupero di questi soldi dall’altro. Soltanto così possiamo risollevare non solo le cassa comunali, ma soprattutto migliorare i servizi e la vivibilità in città”.

Come risponde alle voci che circolano di un probabile dissesto finanziario?

“Il dissesto non è una scelta politica. Il dissesto se c’è per regole contabili, viene dichiarato. Non viene deciso, quindi, né dal sindaco, né dai consiglieri comunali, né dagli assessori. È un dato contabile, se si superano dei parametri il Comune è in dissesto. Il lavoro che noi stiamo mettendo in campo è quello di andare a vedere punto per punto, centesimo per centesimo, nella massima trasparenza, ciò che è presente nelle casse comunali. Bisogna approvare il bilancio preventivo e, soprattutto, il consuntivo. Tutto dovrebbe essere fatto prima dell’estate. È in quest’occasione che si deve mettere una linea di demarcazione, rispetto alle gestioni passate, e dare indicazioni certe per il futuro”.

Parliamo della macchina amministrativa. Un sindaco che si trova di fronte ad una dirigenza che, di fatto, ha creato problemi, cosa può fare?

“Nel caso specifico del servizio rifiuti, c’è una grossa difficoltà del passaggio di cantiere dovuta a una serie di motivazioni più volte descritte dalla stampa. Abbiamo sbloccato questa fase di stallo. Il dirigente dell’area competente ha chiesto un supporto di un avvocato giuslavorista, per affiancarlo e arrivare ad una soluzione. La giunta ha dato parere favorevole alla richiesta. Il legale esterno giovedì porterà al dirigente quella che è la soluzione giuridica migliore, per poter effettuare finalmente il passaggio di cantiere. Questioni così complesse, senza alcun precedente, non è che si riescono a risolvere in un batter d’occhio. Bisogna adesso accelerare con il passaggio di cantiere e l’ingresso della nuova azienda, così da poter programmare e assecondare nuove esigenze della città. Non bisogna nascondere i problemi sotto il tappeto. Io mi sono ritrovato delle bombe sociali, permettetemi il termine, perché sicuramente non erano state affrontate precedentemente”.

Una di queste bombe sociali è il mercato ortofrutticolo. Una delle accuse, più o meno velate, è che questa amministrazione vorrebbe favorire dei privati. Come risponde a questa accusa?

“Ho letto questa notizia e ho avuto modo di interfacciarmi con diversi soggetti che mi hanno accusato di questa cosa. Io interpreto il mio ruolo di sindaco senza aver alcun interesse particolare e senza favorire alcun privato. Nel caso specifico, non conosco questo privato. Ma se pur lo avessi conosciuto personalmente, gli aversani possono stare tranquilli: io non venderò mai la dignità etica dei miei valori per degli interessi economici di privati. Rinnego, quindi, con forza questa accusa. La Pubblica amministrazione parla per atti. Se io avessi avuto un accordo illecito di questo tipo, come avrei potuto stanziare delle somme e avviare le procedure per far partire i lavori al mercato ortofrutticolo?”.

Qual è la soluzione per il mercato?

“Io sono convinto che il mercato ortofrutticolo va spostato. L’ho detto in campagna elettorale e lo riconfermo oggi. Per spostare un mercato ortofrutticolo c’è bisogno di una programmazione. Quindi la mia idea è quella di trovare un’area che sia vicina agli assi viari, anche nella zona Asi, ma sempre gestita dal pubblico e mai dai privati, e intavolando un discorso con gli operatori del mercato”.

Quanto tempo bisogna attendere per la conclusione dei lavori nella struttura di viale Europa?

“I tempi sono quelli che abbiamo dato alla ditta: 70 giorni dal momento in cui hanno preso possesso del cantiere. Li dovranno rispettare, altrimenti partono le penali. La Pubblica amministrazione si muove nel rispetto delle regole e degli atti. Chi oggi utilizza un disagio sociale per la propria immagine pseudo-politica, ci vada piano, perché le persone non sono stupide. Le persone iniziano a capire e scegliere tra chi vuole strumentalizzare e chi sta cercando di risolvere una problematica in mezzo a tante difficoltà”.

Qual è il rapporto con la minoranza in Consiglio comunale?

“Vanno fatte delle distinzioni. C’è chi lavora da minoranza e dà una mano con proposte fattive. È collaborativo e offre anche dei suggerimenti concreti. Questa è una cosa bella. Ci sono, però, anche alcuni consiglieri di minoranza che su alcune tematiche specifiche continuano a strumentalizzare, pur consapevoli loro stessi che queste questioni trovano origine nella propria gestione politica. È questo che non ammetto, che non tollero. Abbiano almeno la bontà e la dignità di tacere su alcune questioni, perché veramente tocchiamo il ridicolo”.

Invece, cosa ci dice per quanto riguarda la situazione interna alla maggioranza? La questione riguardante il liceo Fermi, con le accuse di limitazioni al diritto allo studio, hanno provocato delle fibrillazioni nel Pd, che sembrano essere rientrate. O no?

“Sarò banale, ma la discussione politica è il sale della democrazia. All’interno di ogni schieramento politico, c’è una discussione che è rappresentata da idee diverse. L’importante è che alla fine di una discussione interna si trovi la sintesi e si esca in modo unito. Questa è la forza di una maggioranza coesa, che lavora verso l’unico obiettivo del bene della comunità. Per quanto riguarda il problema liceo Fermi vorrei iniziare il discorso affrontandolo in maniera generale, per poi dare delle regole uguali per tutti.  Oggi Aversa è centro attrattore per le scuole, per il Tribunale, per una serie di enti importanti che sono sul territorio, tra cui le due facoltà. Sappiamo tutti che c’è una grossa difficoltà nel recepire tante persone, perché negli anni non abbiamo immaginato dei servizi a supporto. Noi dobbiamo capire se Aversa deve diventare un centro attrattore di tutto, senza prevedere dei servizi a supporto, o immaginare come deve crescere la nostra città. Tutto l’Agro aversano si deve sedere al tavolo per distribuire quelli che sono i servizi su tutto il territorio, perché Aversa non può accogliere all’infinito tutto senza alcun tipo di servizi. C’è bisogno di una programmazione, altrimenti non ne usciamo più. Diventeremo sempre più una città ingolfata, una città che non cresce in modo armonioso”.

Questa è la scelta politica strategica. Ma nella fattispecie del liceo Fermi?

“Ci devono essere anche degli elementi tecnici a supporto di quelle che potrebbero essere determinate scelte. Però, se noi diamo delle regole, e le regole sono valide per tutti, è chiaro che tu hai una soluzione anche per il fatto specifico. Questo è ciò che io rivendico, in qualità di sindaco: la programmazione. Non l’intervento estemporaneo. Allora sediamoci tutti intorno ad un tavolo, nel caso specifico per le scuole con la Provincia, e capiamo quali sono le esigenze reali di tutti gli istituti scolastici. Questo è quello che fa la politica o meglio ciò che io voglio mettere in campo come sindaco per innestare un percorso virtuoso per chi avrà l’onore e l’onere di governare fra dieci anni questa città”.

C’è anche l’interesse ad evitare i fitti e avere a disposizione edifici di proprietà?

“Questo è sicuramente un ragionamento da intavolare e mettere in campo da subito. Ad esempio posso dirle che venerdì sarò in Regione Campania, con il direttore generale dell’Asl e l’assessore allo sviluppo del territorio, dove finalmente affronteremo il tema della Maddalena. Tutti gli attori seduti allo stesso tavolo per lanciare una grande progettazione internazionale. È un qualcosa di fumoso? Ma è un percorso che si avvia, che aspettiamo da tanti anni. Lo attiverò con la determinazione e la certezza che non sarò io da sindaco a vedere conclusa questa grande operazione di riapertura e riqualificazione di un’area. Ma lo devo fare”.

I dirigenti comunali sembrano a volte che siano più un peso che una risorsa, che rallentino tutta la macchina amministrativa. È solo un’impressione?

“La mia sensazione che alcune questioni spinose abbiano un rallentamento perché la decisione del dirigente comporta una responsabilità personale importante. Non è un giudizio tecnico, ma ci sono tempi di riflessione eccessivi rispetto a quelle che possono essere le risposte veloci di cui ha bisogno la città. Poi c’è un’altra cosa da dire. Il dirigente è colui che dovrebbe guidare una struttura e dovrebbe avere varie figure al suo fianco che collaborano con lui. Ma non è normale che, ad esempio, Aversa nell’ufficio Urbanistica abbia un unico dipendente e il responsabile dell’ufficio è, contemporaneamente, responsabile anche degli uffici Ambiente e Lavori pubblici. È chiaro che poi il lavoro rallenta. Questa è una giustificazione per i dirigenti? No, ma è una fotografia concreta e reale delle cose. Sono tanti gli aspetti che ti portano ad avere una situazione di difficoltà. Alle difficoltà noi rispondiamo con la determinazione. Non molliamo di un centimetro, siamo consapevoli che ci aspettano dei momenti di critica, con la gente che non sarà soddisfatta, ma siamo altrettanto convinti che ne usciremo in modo dignitoso per la nostra città”.

 

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