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Home Cronaca Benevento

Giro di racket e usura a Benevento: in 5 finiscono in manette

Indagati anche 10 imprenditori sanniti per favoreggiamento. I magistrati lanciano l'allarme per la crisi di liquidità causata dalla pandemia

Giuseppe Cerreto di Giuseppe Cerreto
14 Gennaio 2021
in Benevento, Cronaca

Stamane gli agenti della squadra mobile di Benevento, coadiuvati da vari reparti tra cui quello della prevenzione anticrimine, il nucleo cinofilo, il reparto volo e dai militari della guardia di finanza, hanno tratto in arresto cinque persone gravemente a vario titolo e in concorso tra loro per estorsione, usura e violenza privata ai danni di numerosi imprenditori sanniti. I provvedimenti cautelari, emessi dall’ufficio del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Benevento, sono stati adottati al termine di una serie di articolate indagini su un giro di racket e di usura emerso grazie alle denunce presentate da alcune vittime, sostenute a loro volta dalle associazioni anti-racket attive nel Beneventano, il cui contributo è stato fondamentale.

Sono state così accertate le gravi condotte criminose poste in essere dagli indagati i quali, oltre a estorcere denaro con metodi violenti alle proprie vittime, perlopiù imprenditori operanti nel settore della ristorazione, avevano messo su un vero e proprio sistema usuraio di prestiti e di pagamenti attivo dal 2009 al 2019, con tassi di interesse insostenibili che variavano dal 120% al 240%. Tali condotte, accompagnate da minacce e da ricatti perpetrati a fronte di debiti impossibili da pagare, avevano costretto uno degli imprenditori a cedere una parte della gestione della propria azienda a uno dei suoi estorsori. 

Gli indagati erano disposti a compiere qualsiasi azione illecita pur di raggiungere i loro scopi. In più occasioni infatti, oltre a compiere vere e proprie violenze fisiche ai danni dei debitori inadempienti, avrebbero danneggiato e sabotato le loro attività commerciali e imprenditoriali, così da impedire alle stesse vittime di esporre denuncia nei loro confronti, o addirittura costringendole a ritrattare sulle dichiarazioni accusatorie fatte alla polizia. Tali minacce avevano avuto l’effetto sperato e almeno una decina di imprenditori coinvolti nel giro usuraio avevano negato di essere stati ricattati, nonostante le prove e gli indizi raccolti dimostrassero esattamente il contrario. Tali imprenditori, per il loro comportamento omertoso, sono stati altresì accusati di favoreggiamento. 

Secondo i magistrati sanniti però, quanto emerso dalle indagini non rappresenta che la punta dell’iceberg di un sistema corrotto e criminale molto più radicato di quello che sembra, favorito dal silenzio di molte vittime che, per non esporsi a minacce e ritorsioni, decidevano di tacere e di non denunciare i loro estorsori. Tale fenomeno assume oltretutto connotati ben più preoccupanti e pericolosi a causa della crisi di liquidità causata dalla pandemia, che rappresenta una vera e propria trappola per tutti coloro che si trovano in questi mesi in difficoltà economiche.

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