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Home Società

Lotta alla criminalità, sequestri e confische dei beni applicabili anche nell’Unione europea

Soddisfatto del provvedimento Riccardo Falcone, di Libera Campania: "Un'ulteriore passo in avanti per armonizzare la legislazione della Ue nel contrasto alle mafie"

Pier Paolo De Brasi di Pier Paolo De Brasi
18 Gennaio 2021
in Società
Riccardo Falcone di Libera Campania

Riccardo Falcone di Libera Campania

Stangata dell’Europa nei confronti delle organizzazioni criminali. Il 19 dicembre 2020 è entrato in vigore il regolamento Ue 2018/1805, grazie al quale i provvedimenti di sequestro e confisca dei beni della criminalità organizzata sono riconosciuti e applicati in tutti gli Stati dell’Unione europea. In pratica, quando verranno effettuate operazioni internazionali contro le organizzazioni mafiose, i magistrati potranno emettere un atto di congelamento o confisca dei beni nel Paese della Ue interessato. Quest’ultimo dovrà immediatamente eseguire il provvedimento. “È una delle tante leggi che la Ue si è dotata in materia di sequestro e confisca dei beni appartenenti alla criminalità organizzata”, commenta soddisfatto Riccardo Falcone di Libera Campania. “Il regolamento – prosegue il responsabile regionale per i beni confiscati – è fondamentale perché inserisce il principio del mutuo riconoscimento delle misure di sequestro e confisca. Rappresenta, quindi, un’ulteriore passo in avanti per armonizzare la legislazione europea nel contrasto alla criminalità e consente un’azione più rapida. Indica, inoltre, alcune procedure standard e documenti condivisi, che possono essere utilizzati da tutti i Paesi europei. Naturalmente, adesso bisogna continuare a spingere per il riutilizzo sociale dei beni confiscati e condividere sempre maggiori informazioni fra i Paesi membri della Ue. Libera – prosegue Falcone – lavora a livello di istituzioni europee dal 1997. In particolare, sin dal 2009, abbiamo provato a stimolare la Ue per l’approvazione di una direttiva che potesse spingere gli Stati membri ad adottare una legislazione simile a quella italiana in materia di sequestro e di confisca dei beni. Questa direttiva è stata approvata: la numero 42 del 2014”.

Per Falcone, “l’approvazione della direttiva è stato un grande passo in avanti. In un articolo – afferma l’esponente di Libera Campania – c’è anche segnalata la possibilità di destinare questi beni a scopi sociali, così come accade in Italia. Secondo un ultimo rapporto, già diciannove Stati della Ue hanno adottato una legislazione simile a quella italiana, anche in riferimento al riutilizzo per scopi sociali dei beni confiscati. I diciannove Stati sono: Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Germania, Grecia, Spagna, Francia, Croazia, Italia, Cipro, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Ungheria, Austria, Polonia, Portogallo, Romania e Slovenia. Anche l’Albania, che non è ancora nella Ue, ma vuole entrare, ha adottato questa direttiva. Secondo le stime di Europol i guadagni all’interno della Ue da parte delle mafie si stimano intorno ai 110 miliardi di euro all’anno. Di questo immenso patrimonio solo il due per cento è sequestrato, mentre l’un per cento è confiscato. Bisogna fare, quindi, un ulteriore sforzo di condivisione di prassi e di leggi – conclude Falcone – per continuare a contrastare un fenomeno oramai transnazionale come la criminalità organizzata”.

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Tags: Riccardo FalconeUnione europea
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