Stangata dell’Europa nei confronti delle organizzazioni criminali. Il 19 dicembre 2020 è entrato in vigore il regolamento Ue 2018/1805, grazie al quale i provvedimenti di sequestro e confisca dei beni della criminalità organizzata sono riconosciuti e applicati in tutti gli Stati dell’Unione europea. In pratica, quando verranno effettuate operazioni internazionali contro le organizzazioni mafiose, i magistrati potranno emettere un atto di congelamento o confisca dei beni nel Paese della Ue interessato. Quest’ultimo dovrà immediatamente eseguire il provvedimento. “È una delle tante leggi che la Ue si è dotata in materia di sequestro e confisca dei beni appartenenti alla criminalità organizzata”, commenta soddisfatto Riccardo Falcone di Libera Campania. “Il regolamento – prosegue il responsabile regionale per i beni confiscati – è fondamentale perché inserisce il principio del mutuo riconoscimento delle misure di sequestro e confisca. Rappresenta, quindi, un’ulteriore passo in avanti per armonizzare la legislazione europea nel contrasto alla criminalità e consente un’azione più rapida. Indica, inoltre, alcune procedure standard e documenti condivisi, che possono essere utilizzati da tutti i Paesi europei. Naturalmente, adesso bisogna continuare a spingere per il riutilizzo sociale dei beni confiscati e condividere sempre maggiori informazioni fra i Paesi membri della Ue. Libera – prosegue Falcone – lavora a livello di istituzioni europee dal 1997. In particolare, sin dal 2009, abbiamo provato a stimolare la Ue per l’approvazione di una direttiva che potesse spingere gli Stati membri ad adottare una legislazione simile a quella italiana in materia di sequestro e di confisca dei beni. Questa direttiva è stata approvata: la numero 42 del 2014”.
Per Falcone, “l’approvazione della direttiva è stato un grande passo in avanti. In un articolo – afferma l’esponente di Libera Campania – c’è anche segnalata la possibilità di destinare questi beni a scopi sociali, così come accade in Italia. Secondo un ultimo rapporto, già diciannove Stati della Ue hanno adottato una legislazione simile a quella italiana, anche in riferimento al riutilizzo per scopi sociali dei beni confiscati. I diciannove Stati sono: Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Germania, Grecia, Spagna, Francia, Croazia, Italia, Cipro, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Ungheria, Austria, Polonia, Portogallo, Romania e Slovenia. Anche l’Albania, che non è ancora nella Ue, ma vuole entrare, ha adottato questa direttiva. Secondo le stime di Europol i guadagni all’interno della Ue da parte delle mafie si stimano intorno ai 110 miliardi di euro all’anno. Di questo immenso patrimonio solo il due per cento è sequestrato, mentre l’un per cento è confiscato. Bisogna fare, quindi, un ulteriore sforzo di condivisione di prassi e di leggi – conclude Falcone – per continuare a contrastare un fenomeno oramai transnazionale come la criminalità organizzata”.


