Ha scatenato un vespaio di polemiche la lettera indirizzata al commissario per l’emergenza Covid, Domenico Arcuri, dal vicepresidente e neo assessore al Welfare della Regione Lombardia, Letizia Moratti. Nella missiva si chiede di considerare quattro parametri per la distribuzione dei vaccini in Italia: contributo che le Regioni danno al Pil, mobilità, densità abitativa e zone più colpite dal virus. L’idea non è piaciuta al governatore campano Vincenzo De Luca, il quale ha scritto su Facebook: “Leggo con sconcerto le affermazioni della signora Moratti a sostegno di una distribuzione di vaccini legata al Pil delle diverse regioni. Si fa fatica a credere che si possa subordinare l’uguale diritto alla vita di tutti, a dati economici. Si direbbe che siamo a un passo dalla barbarie. La signora Moratti è persona intelligente e civile. Mi auguro che voglia chiarire che si è trattato di un’affermazione non meditata, che non risponde alle sue convinzioni”.

L’assessore Moratti ha, poi, smorzato i toni, chiarendo la sua posizione in aula, a Palazzo Pirelli. “Non ho mai pensato di declinare i vaccini e reddito – ha detto -. Sul piano vaccinale ho fatto una riflessione che ho voluto condividere anche con i capigruppo del consiglio e che intendo proporre al commissario Arcuri in sede di conferenza Stato-Regioni per il miglioramento del piano vaccinale, tenendo conto che la salute è indiscutibilmente un diritto prioritario costituzionale di tutti i cittadini, senza differenza alcuna. Quello che intendo suggerire al commissario Arcuri sono spunti che partono dalle zone più colpite e che potrebbero riguardare mobilità e densità abitativa, perché sono fattori di accelerazione del contagio, ma non ho mai pensato di declinare vaccini e reddito. Il Pil è un indicatore economico e finanziario che attesta l’attività in una Regione, e questo sì, ho detto, è il motore dell’Italia”.

