Nelle regioni gialle i musei hanno riaperto le loro porte ai visitatori nei giorni feriali, restando chiusi nei weekend. Per questo motivo, il Museo archeologico nazionale di Napoli ha deciso di approfittare di tale restrizione: questo fine settimana, infatti, regalerà ai suoi visitatori un viaggio virtuale alla scoperta di un particolare settore dei depositi del museo. Sulla pagina Facebook del Mann e, a seguire, su quella Instagram, verranno infatti condivise immagini dei reperti conservati nella Collezione Spinelli: il nome riprende quello di Marcello Spinelli, il quale, grazie agli scavi effettuati nell’Ottocento, recuperò oltre 5mila opere (circa 3mila manufatti in metallo e 2300 vasi), provenienti da diversi corredi funerari rinvenuti nella necropoli dell’antica Suessola (Acerra).
La storia di questa collezione è piuttosto travagliata: i reperti furono raccolti e organizzati su base tipologica nella Casina vanvitelliana di campagna del Marchese, trasformata in un museo. Nel 1945, Amedeo Maiuri riuscì a non disperdere tale patrimonio trasferendolo dalla residenza Spinelli, all’epoca occupata da truppe militari prima tedesche e poi anglo-americane, al Museo nazionale di Napoli. Quattro anni dopo, l’erede Elena Spinelli donò la collezione al museo. Le celle che racchiudono i tesori della collezione si trovano attualmente nei sottotetti del Mann, nel deposito Sing-Sing, così chiamato per un parallelismo con il carcere americano di massima sicurezza: qui gli archeologi e i restauratori catalogano e riordinano i manufatti non esposti nelle sale, tasselli imperdibili della cultura iconografica della Campania antica.






