L’aula magna del liceo Jommelli, venerdì scorso, nell’ambito del progetto per le competenze trasversali (ex alternanza scuola-lavoro), ha ospitato la presentazione di un libro. Scritto da Antonio Laudadio ed edito da Pasquale Gnasso, Io, Lui e la Tourette presenta la storia di un’amicizia dai connotati particolari, con la diversità che si fa tema centrale. Antonio, affetto dalla sindrome di Tourette, racconta se stesso, racconta la convivenza con la malattia e soprattutto l’amicizia con Pasquale. L’autore e l’editore sono stati presenti all’evento e hanno colto l’occasione per discutere con gli studenti di diversità, di percezione del diverso e della creazione della propria identità attraverso il confronto faccia a faccia con il diverso.
La presentazione del libro Io, Lui e la Tourette, che ha riscosso un grande successo, ha riguardato tutte le classi terze dei diversi indirizzi del Liceo Jommelli. È stata curata dagli alunni della 3° C del liceo di Scienze umane e della 3° del liceo linguistico, nell’ambito del progetto per le competenze trasversali dal nome Viviamo la biblioteca. La tutor interna del Progetto è la docente Francesca Oliva, mentre il tutor aziendale, la libreria Bibliotheca, è stato rappresentato da Giovanni Grasso.
“I Pcto hanno l’obiettivo di sviluppare le competenze trasversali – dice la dirigente scolastica del liceo Jommelli Rosa Celardo – contribuiscono ad esaltare la valenza formativa dell’orientamento in itinere, laddove pongono gli studenti nella condizione di maturare un atteggiamento di graduale e sempre maggiore consapevolezza delle proprie vocazioni, in funzione del contesto di riferimento e della realizzazione del proprio progetto personale e sociale”. E l’obiettivo dell’autore, o la sua vocazione, appunto, è quella di inculcare l’idea che la diversità non rappresenta un ostacolo o un alibi nella complicata corsa alla realizzazione dei propri sogni. “Attraverso il protagonismo attivo dei soggetti in apprendimento – continua la dirigente scolastica – si sviluppa la capacità di operare scelte consapevoli, si sviluppa un’attitudine, un abito mentale, una padronanza sociale ed emotiva. La presentazione di oggi si inserisce in questo percorso ed è un libro commovente e che insegna, è una storia di un’amicizia senza frontiere”.
Il termine diverso (dal latino divĕrsus, volto in altra direzione, in senso proprio e figurato), nasce con l’accezione ad indicare qualcosa che non è uguale né simile, che si discosta da un altro oggetto o persona per le sue qualità naturali, per il suo aspetto. Con il tempo il termine ha cominciato ad assumere connotati provenienti da sentimenti offuscanti come la paura e l’ignoranza, e si è giunti a designare come diverso tutto ciò che non era di facile spiegazione per l’essere umano. Ma l’identità, per potersi formare pienamente, ha bisogno del simile così come ha bisogno del diverso: anzi, è proprio la relazione con ciò che è più lontano (o volto in altra direzione) da noi che ci rende consapevoli del nostro essere. Il diverso va accolto, non respinto, perché siamo solo dopo aver capito cosa non siamo.