La pandemia di Covid-19 non ha fermato l’inquinamento nelle principali città italiane. Questo il dato estremamente negativo che emerge dal rapporto annuale “Mal’aria” pubblicato da Legambiente. L’emergenza smog non si arresta, anzi, si cronicizza sempre di più in tutto il Paese e i dati emersi sono decisamente preoccupanti: su 96 capoluoghi di provincia analizzati nel corso dell’anno appena trascorso, 35 hanno sforato i limiti di polveri sottili (pm10) presenti nell’atmosfera previsti dalla legge. La situazione maggiormente critica si registra nelle città del Nord Italia quali Milano, Torino, Venezia, Cremona, Modena e Vicenza ma non mancano anche città del Centro Sud come Avellino e Frosinone, con il capoluogo irpino insignito della maglia nera di città più inquinata del Mezzogiorno. Si tratta di un problema che colpisce tutta la penisola, e stando ai dati raccolti dall’Agenzia europea dell’ambiente sono oltre 50.000 le morti provocate in Italia dall’inquinamento atmosferico. I principali agenti responsabili dell’inquinamento dell’aria sono, oltre alle già menzionate polveri sottili, anche gli ossidi di azoto (No2) e l’ozono troposferico (O3).
In Campania, dunque, il record negativo spetta al capoluogo irpino, che registra ben 75 giorni di sforamento del limite imposto dalla legge per le polveri sottili, con una concentrazione di pm 10 pari a 31 microgrammi al metro cubo. Segue Napoli, con 55 giorni di superamento dei limiti e una concentrazione pari a 28 microgrammi al metro cubo, poi Benevento con 41 giorni di sforamento e la presenza di 26 microgrammi al metro cubo di polveri sottili nell’aria. Chiudono la classifica regionale Caserta e Salerno che rivelano entrambe una concentrazione nell’aria di pm 10 pari a 26 microgrammi al metro cubo.
Secondo il direttore generale di Legambiente Giorgio Zampetti la situazione è estremamente critica. “L’inquinamento atmosferico – dichiara il numero uno dell’organizzazione ambientalista – è un problema complesso che dipende da molteplici fattori quali il traffico, il riscaldamento domestico, l’agricoltura e l’industria. Il nostro Paese, rispetto al resto dell’Europa, è molto indietro sulle azioni da mettere in campo. Le risorse economiche in arrivo dall’Unione Europea dovranno essere utilizzate per incentivare soprattutto la green economy e tutte quelle attività a impatto ambientale zero”. Zampetti conclude: “Bisogna per questo adottare misure e azioni efficaci per realizzare città più pulite e più vivibili, che siano davvero a misura di uomo e ambiente dopo questa pandemia. Quella delle clean cities, ossia delle città pulite, è una sfida tutta europea a cui stiamo lavorando con tante altre associazioni attive in diversi territori e città”.
Dello stesso avviso è Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania, che ribadisce quanto sia importante attuare interventi nelle grandi città a favore della mobilità sostenibile, incentivando i mezzi di trasporto a zero emissioni e al tempo stesso intervento per ridurre sprechi e consumi legati ai riscaldamenti domestici. Sul banco degli imputati è finito anche il Piano regionale sulla qualità dell’aria, ritenuto inadeguato per combattere in maniera efficace le emissioni di smog e di sostanze inquinanti. Per il presidente di Legambiente Campania risulta pertanto fondamentale aggiornare e rivedere il piano vista la criticità della situazione, programmando interventi per migliorare il trasporto pubblico, così da incentivarlo a discapito della mobilità privata, e investendo anche e soprattutto sull’efficienza e il risparmio energetico degli edifici pubblici e privati, garantendo in tal modo una drastica riduzione delle emissioni inquinanti.
Questo sito Web utilizza i cookie. Continuando a utilizzare questo sito Web, acconsenti all'utilizzo dei cookie. Visita la nostra Privacy Policy. Accetto