La colonna di fumo denso e nero era visibile, alta nel cielo, anche da centinaia di metri di distanza e aveva fatto pensare al peggio tutti coloro che, martedì mattina, erano in giro per il centro storico di Aversa, per fare spesa o magari andare a prendere i figli a scuola. Intorno a mezzogiorno di tre giorni fa, infatti, un’auto era stata all’improvviso avvolta dalle fiamme e trasformata velocemente in una carcassa in via Pietro Rosano, a pochi metri dalla sede del Tribunale di Napoli Nord. Richiamati dalle telefonate dei residenti, sul luogo erano subito accorsi i vigili del fuoco di Marcianise, pronti a spegnere le fiamme in tempi brevi e a impedire che potessero raggiungere le tubature del gas di una palazzina adiacente all’incendio, subito classificato come doloso, trasformando il tutto in una possibile tragedia. Via Rosano, infatti, è una di quelle stradine strette dell’Aversa antica e sarebbero bastati pochi minuti di ritardo per causare problemi ben più seri e, come detto, potenzialmente tragici.
Fin dai primi minuti, sia i pompieri che gli inquirenti giunti sul luogo avevano immediatamente individuato la mano di un piromane dietro quelle fiamme, facendo così partire le indagini per provare a dargli un’identità. Ad aiutarli sono state anche le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza stradale, grazie alle quali, in poche ore, i carabinieri della sezione operativa della compagnia di Aversa sono riusciti a identificare e rintracciare un uomo, un 36enne del luogo già noto alle forze dell’ordine, ripreso mentre cospargeva l’automobile di liquido infiammabile per poi innescare l’incendio con un accendino. Visionate le sequenze delle immagini, i militari lo hanno riconosciuto subito, nonostante fosse parzialmente coperto da un cappuccio.


