Una giornata di caos e scioperi in Campania, soprattutto in provincia di Napoli, da parte degli studenti degli istituti secondari, in coincidenza con il rientro in classe al 50%. I giovani chiedono trasporti pubblici che funzionino davvero, presidi medico-sanitari nelle scuole con tutta l’attrezzatura necessaria anti Covid come termoscanner, igienizzante o mascherine per tutti gli studenti che ne necessitino, oltre a più personale scolastico. “Vogliamo che vengano utilizzati nuovi spazi esterni e interni, palestre, musei, aule studio, biblioteche, laddove ci fossero scuole troppo piccole per contenere gli studenti – scrivono gli studenti – vogliamo un ritorno in sicurezza. La didattica a distanza è inaccettabile“. Previste anche manifestazioni in città. La facoltà di Lettere e filosofia dell’ateneo Federico II, intanto, è già occupata da giorni per chiedere un rientro in aula senza rischi. In molti istituti gli studenti entrano con orari differenziati.

“Un fallimento su tutta linea il piano scolastico dei mezzi di trasporto previsto dall’Anm, azienda napoletana mobilità”. Lo sostiene il sindacato Usb che fa sapere: “I ragazzi non si sono fidati del programma di esercizio scolastico su gomma dell’Anm e hanno disertato la scuola stamattina. Hanno capito che gli autobus privati scolastici, la cui capienza è di 50 persone, possono contenere solo il 50% a causa delle normative anti Covid (25 persone, più o meno una classe), e hanno preferito scioperare o muoversi con auto private per garantire la loro sicurezza”. I sindacalisti avanzano alcune proposte all’azienda come “il ripristino del servizio pre-pandemia” e chiedono “più autisti“.

