Era la mascotte, il beniamino, per tutti aveva un sorriso e un “ciao fratello” da rivolgere anche agli sconosciuti. Da almeno quattro anni, ogni giorno, davanti al bar Il Boschetto ad Aversa, Austin si presentava così: spontaneo, amichevole, disponibile, nonostante le rughe di sofferenza che gli solcavano il volto. Per un paio di giorni la famiglia e gli amici della comunità nigeriana non hanno avuto sue notizie, fino a quando lo scorso sabato pomeriggio i carabinieri hanno rintracciato la moglie e i suoi due bambini nella casa di Trentola Ducenta, comunicando il triste evento. Austin è morto a San Marcellino per un incidente stradale dalla dinamica ancora incerta: il suo corpo adesso è all’obitorio dell’ospedale di Giugliano in Campania in attesa che il magistrato dia l’ok per il funerale. Chi lo conosceva bene, come Enzo Arena, vicino alla famiglia anche con l’associazione Liburia Felix, lo ricorda con commozione: “È un dolore incolmabile. Conoscevo da tempo Austin e, attraverso l’associazione che presiedo, ho aiutato la sua famiglia. Viveva di elemosina, ma diffondeva ottimismo e voglia di vivere con il suo sorriso. Prendevamo spesso caffè insieme ed era ben voluto da tutti. Da quando ho scritto un post su Facebook in suo ricordo mi sono arrivate molte telefonate da persone di varia estrazione sociale che lo incontravano nel primo tratto di via Roma ad Aversa, dove lui stazionava: avvocati, dentisti, operai, studenti. Tutti increduli e dispiaciuti. Inoltre, era un punto di riferimento per la comunità nigeriana”.
Il problema adesso è dare ad Austin una degna sepoltura. Non si prevedono, purtroppo, tempi brevi per sbloccare tutte le procedure burocratiche e consentire al magistrato di autorizzare il funerale. Pur avendo avanzato la richiesta per essere regolarizzato, “Austin non era ancora in possesso del permesso di soggiorno, ma la moglie – prosegue Arena – ha espresso la volontà che il suo corpo non torni in Nigeria e venga seppellito vicino a dove attualmente risiede. La Caritas di Aversa, quindi, si sta impegnando per velocizzare l’iter burocratico e permettere che la volontà della consorte venga rispettata al più presto, chiedendo anche aiuto al Comune di Trentola Ducenta. È questo, al momento, il bisogno più urgente”. C’è comunque da pensare anche alla sua famiglia. Gli aiuti materiali stanno arrivando, ma bisognerà trovare una sistemazione abitativa più consona, “soprattutto per i bambini, in quanto la casa dove vivono adesso è piena di umidità. Inoltre, i due figli, un maschio e una femminuccia in età prescolare, hanno bisogno di alcuni medicinali e di effettuare visite mediche”, conclude Arena.


