Gennaro Maresca è stato condannato con rito abbreviato a 6 anni e 8 mesi di reclusione. Nei confronti del giovane ventiquattrenne napoletano, che lo scorso 11 giugno spinse la ragazza, Amanda, giù dalla scogliera a Bagnoli, è stata convalidata dai giudici l’accusa di tentato omicidio. L’aggressore, già detenuto presso il carcere di Poggioreale, dovrà inoltre risarcire la vittima con un assegno da 18.000 euro. I due, che all’epoca erano fidanzati, avevano litigato animatamente all’uscita di un locale a Bagnoli, nella periferia ovest di Napoli, per questioni legate alla gelosia. Durante la discussione, però, il ventiquattrenne spinse violentemente la fidanzata facendola precipitare da una scogliera non lontano dall’isolotto di Nisida.
Amanda cadde rovinosamente sugli scogli sottostanti, perdendo i sensi e scivolando in mare. Le urla e il tonfo della ragazza allarmarono il buttafuori di un locale lì vicino il quale coraggiosamente si tuffò in acqua per soccorrerla. Le sue condizioni apparvero subito gravi e la giovane ventiduenne venne ricoverata d’urgenza in ospedale: solo una delicata e tempestiva operazione chirurgica eseguita dai medici permise alla giovane di sopravvivere. Dopo aver scaraventato Amanda giù dagli scogli, il fidanzato provò ad allontanarsi dal luogo dell’accaduto, ma venne bloccato dalle forze dell’ordine per essere interrogato. Fondamentali, per la ricostruzione dei fatti, sono state le testimonianze rilasciate dai giovani lì presenti che assistettero terrorizzati al drammatico epilogo del litigio tra i due.


