È terminato con una condanna per bancarotta il processo a carico di due ex dirigenti della Firema Trasporti, che vedeva sedere sul banco degli imputati l’ex presidente del Consiglio di amministrazione della società ferroviaria, G. Fiore, e l’ex consigliere delegato R. Fiore. I due sono stati condannati entrambi a 4 anni e 6 mesi di reclusione. Un lungo iter giudiziario, a cui la Cgil di Caserta ha preso parte come parte civile. Esprime soddisfazione per il verdetto dei giudici Matteo Coppola, segretario generale della Camera del Lavoro di Caserta, secondo cui la sentenza “riconosce le nostre ragioni e ci vede uscire a testa alta. La nostra costituzione come parte civile – prosegue – voleva sottolineare, ancora una volta, la vicinanza e il sostegno concreto ai lavoratori che hanno subito scelte aziendali che si sono rivelate oltre che penalmente rilevanti, anche sbagliate dal punto di vista aziendale, penalizzando pesantemente le condizioni economiche e di vita dei lavoratori. Questa è solo una delle lunghe battaglie sindacali e giudiziarie che come Cgil e come Fiom stiamo conducendo da anni a fianco dei lavoratori Firema, assistiti dall’avvocato Sergio Tessitore. Attendiamo di ricevere ottenere giustizia anche sul procedimento riguardante i lavoratori esposti all’amianto”.
Coppola ha quindi sottolineato l’impegno per garantire la tutela della dignità e dei diritti dei lavoratori: “Rimarchiamo il nostro impegno perché la provincia di Caserta torni ad essere Terra di Lavoro, affinché si ridia dignità a un territorio vilipeso da anni di cattiva gestione economica e da ignavia delle istituzioni. Caserta può e deve tornare ad essere il fiore all’occhiello della produzione industriale in Campania, per reinserire nel mercato del lavoro uomini e donne rimasti disoccupati e per dare alle migliaia di giovani, altrimenti costretti ad emigrare, l’opportunità di rimanere nella propria Terra e contribuire al suo sviluppo”.


