Il Coronavirus comincia ad incidere sul quotidiano in maniera netta, anche sui matrimoni. Due coppie di fidanzati di Caserta sono stati costrette a rimandare le loro nozze a causa del virus: niente sì, niente “può baciare la sposa”, niente luna di miele. I paragoni con il romanzo di Alessandro Manzoni I promessi sposi si sprecano, anche se forse la minaccia portata dalla peste era ben altra cosa. Da Como si passa a Codogno, città diverse, stessa Lombardia che vive uno dei periodi più bui della storia recente. Nel Seicento raccontato da Manzoni, i problemi erano di origine essenzialmente politica, peggiorati dalla carestia prima e dalla terribile pestilenza poi. Le questioni odierne sono incentrate più sul profilo medico e sociale, con i Lazzaretti che sono stati soppiantati dalle quarantene (più o meno) volontarie. Renzo, però, ricordiamo, dalla peste guarisce. Espediente narrativo, Provvidenza, o buon auspicio?
Tornando ad oggi, la ragazza 24enne di Ruviano, in provincia di Caserta, trovata positiva al Coronavirus, era tornata da un fine settimana a Milano. Prima di mostrare i sintomi e recarsi al Cotugno per gli accertamenti, tuttavia, aveva incontrato alcune persone: tra queste c’erano i cugini della ragazza, futuri sposi, che a breve sarebbero convolati a nozze. Ai due fidanzati è stata imposta la quarantena, nonostante uno dei tamponi sia risultato negativo al test. Aspettando quindi che il periodo della quarantena passi, l’organizzazione della cerimonia nuziale continua ma si è spostata a data da definirsi.

