Questa mattina, il prefetto di Napoli Marco Valentini s’è recato a Ottaviano per una visita istituzionale dal forte significato simbolico, poiché avvenuta all’indomani della morte del boss Raffaele Cutolo. Ad accoglierlo, sul territorio della città vesuviana, c’era il sindaco Luca Capasso, col quale il prefetto ha affrontato diversi argomenti, soprattutto relativi allo sviluppo e alla tutela della legalità in un luogo colmo di bellezze paesaggistiche e architettoniche. Tra i punti toccati vi sono state anche tematiche relative al recupero e alla valorizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, al potenziamento della videosorveglianza, oltre a problematiche legate alla polizia locale e alle risorse economico-finanziarie del Comune e a un excursus generale sulle condizioni della sicurezza in città.
Ma dalla particolare carica simbolica è stata, poi, la decisione del prefetto di visitare assieme al sindaco il Castello Mediceo, monumento storico eretto intorno all’anno Mille per difendere il borgo. Il castello, infatti, per molti anni è stato proprio il simbolo del potere dello stesso Cutolo, che lo acquistò nel 1979 per 270 milioni di lire per trasformarlo nella rappresentazione visiva dell’autorità detenuta dal boss negli anni Ottanta. Nel 1991, avvenne la confisca e il castello diventò di proprietà del Comune. Attualmente, è la sede dell’ente Parco nazionale del Vesuvio, impegnato nella creazione e nello svolgimento di numerose iniziative di diffusione culturale ed educazione ambientale per i più giovani, ma anche nel controllo e ripristino dell’ambiente forestale, nel rimboschimento delle aree percorse dal fuoco e nella riqualificazione della rete dei sentieri tramite il recupero di quelli storici di risalita verso il Vesuvio. La nuova vita del monumento, legato a un pezzo della criminalità organizzata campana che oggi non c’è più, funge da emblema di una vera e propria rinascita di un territorio troppo spesso legato solamente a notizie negative e a preconcetti.


