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A stomaco pieno o vuoto: come assumere i farmaci

Lo scopo è limitare gli effetti collaterali e garantire le ricadute benefiche degli attivi che vengono assunti

Dott.ssa Lucia Santoro di Dott.ssa Lucia Santoro
3 Marzo 2021
in Rubriche, Salute e Benessere

Una delle domande più frequenti rivolte ai propri medici o farmacisti è: quando devo assumere il farmaco? La risposta non è così immediata, in quanto oltre al dover conoscere la giusta posologia del prodotto consigliato, bisogna essere a conoscenza delle abitudini del paziente, avendo una visione chiara e completa delle sue patologie o problematiche, delle sue scelte alimentari e di tutti gli altri farmaci o integratori che assume nell’arco della giornata. Solo dopo aver appreso tali informazioni è possibile fornire la giusta risposta con annesse spiegazioni. Fatta questa premessa e non potendo illustrare caso per caso, in quanto ogni paziente ha il proprio background, è possibile limitarsi a illustrare poche semplici regole alla base di una corretta assunzione dei farmaci. Lo scopo è limitare gli effetti collaterali e garantire le ricadute benefiche degli attivi che vengono assunti.

Per garantire un miglior assorbimento degli attivi presenti all’interno dei farmaci, questi andrebbero assunti a “stomaco vuoto” ovvero un’ora prima o due ore dopo un pasto. La regola, però, non è applicabile per farmaci particolarmente gastro-lesivi, come gli antinfiammatori non steroidei (Fans) i cui attivi sono ketoprofene, ibuprofene, nimesulide e/o acido acetilsalicilico. I danni a carico dello stomaco causati dalle sostanze appena citate possono andare da bruciore o dolore momentaneo o evolversi in ulcere o gastriti.

Al contrario, citando un’altra categoria di farmaci di cui si fa uso e spesso abuso, gli antibiotici vanno assunti nella maggior parte dei casi (salvo eccezioni) a stomaco vuoto, per far sì che essi svolgano al meglio la propria azione. Per questa classe di farmaci ciò che risulta realmente fondamentale è il tempo che intercorre tra una dose e la successiva, in quanto errori o dimenticanze possono essere la reale causa di inefficacia e nel peggiore dei casi di sviluppo di resistenza da parte dei batteri che stanno arrecando danni all’organismo. Farmaci che agiscono su glicemia e colesterolo sono solitamente da assumere dopo i pasti per mantenerne i livelli entro range fisiologici.

Ci sono, inoltre, alcuni cibi che possono direttamente interferire con l’attività del farmaco. Il succo di pompelmo o meglio una sostanza presente al suo interno è in grado di inattivare una famiglia di enzimi coinvolti nella metabolizzazione dei farmaci. Una combinazione pompelmo-farmaco può esser la causa in alcuni casi di perdita di efficacia (ad esempio in assunzione con contraccettivi) in altri di effetti tossici (ad esempio in assunzione con ansiolitici). Altre associazioni da evitare sono: peperoncino con farmaci attivi sul sistema cardiovascolare; ginseng con farmaci anticoagulanti; latte, caffè, tè, alcol, cioccolato con integratori o farmaci contenenti ferro indispensabili nel trattamento delle anemie.

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Tags: antibioticiflash
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