Fatture false ed evasione fiscale: imprenditore avellinese ai domiciliari
Il reo avrebbe evaso le imposte sull'Iva per ben 723.121,44 euro. La guardia di finanza ha provveduto al sequestro del suo patrimonio dal valore di 515.047 euro
I finanzieri del comando provinciale di Avellino hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare, nella misura degli arresti domiciliari e relativo decreto di sequestro preventivo, nei confronti di un noto imprenditore avellinese accusato di aver frodato il fisco emettendo fatture false per centinaia di migliaia di euro. Le indagini hanno permesso di far emergere la condotta illecita del reo il quale, attraverso l’occultamento delle scritture contabili e l’omissione delle dichiarazioni reddituali, avrebbe aggirato il fisco. Nello specifico, su un ammontare complessivo di oltre quattro milioni di euro emessi in fatture l’imprenditore avrebbe evaso le imposte sull’Iva per ben 723.121,44 euro.
Le attività di indagine coordinate dalla Procura della Repubblica di Avellino e condotte dal comando provinciale della guardia di finanza si sono focalizzate sulla verifica fiscale dei patrimoni dell’indagato e delle molteplici attività imprenditoriali poste in essere dallo stesso. L’arrestato aveva infatti realizzato un complesso sistema fraudolento noto come frode a carosello attraverso la quale, grazie a una serie di imprese “cartiere”, veniva garantita la possibilità ad altre aziende di evadere l’Iva e di omettere conseguentemente le dichiarazioni dei costi non deducibili a fini reddituali. Le imprese gestite dall’imprenditore, inoltre, non avevano mai esercitato alcuna attività commerciale reale, ma simulavano, per contro di aziende terze, acquisti e cessioni di beni a rischio frode, in particolare di prodotti legati alla tecnologia, all’informatica e alla telefonia. In questo modo veniva utilizzato illegittimamente l’istituto economico del reverse charge: le aziende fittizie facevano così da intermediari per lo scambio finale di beni tra l’acquirente e il reale venditore della merce senza produrre alcuna fatturazione.
Dalle indagini è emerso inoltre che l’indagato, sempre con la complicità di altre imprese, aveva frodato il fisco simulando prestazioni di servizi di pulizia mai svolti. Anche in questo caso il reo si era avvalso di imprese “cartiere” create ad hoc per realizzare l’illecito economico e attraverso le quali venivano emesse fatturazioni su operazioni e prestazioni economiche e finanziarie mai avvenute. Con questo sistema avveniva pertanto la sistematica evasione fiscale dell’Iva sull’acquisto dei servizi nonché la conseguente riduzione dei redditi imponibili ai fini dell’imposizione diretta. Con l’obiettivo di cancellare ogni traccia delle frodi l’imprenditore distruggeva e occultava la documentazione contabile delle imprese a lui riconducibili dato che il loro unico scopo era quello di produrre fatturazioni fittizie o inesistenti.
Fondamentali, per incastrare l’imprenditore fraudolento, sono stati gli accertamenti bancari eseguiti dalla guardia di finanza la quale ha attinto svariati elementi di indagine grazie alle dichiarazioni rilasciate da diverse persone informate sui fatti. L’analisi si è focalizzata sui trasferimenti e sugli ingenti flussi di denaro che l’indagato versava su diversi conti correnti a lui intestati e aperti presso svariati istituti di credito con sede nell’isola di Malta. Le operazioni finali delle Fiamme gialle hanno portato al sequestro di un patrimonio complessivo intestato all’imprenditore pari a 515.047 euro. Nello specifico 13.800 euro in contanti sono stati confiscati in quanto diretta disponibilità dell’indagato mentre sono state sequestrate una ditta individuale e quote societarie per un valore di 42.020 euro. I finanzieri hanno inoltre provveduto al sequestro di tre telefoni cellulari, due computer e documentazione contabile legata a un’ulteriore ditta individuale e ad altre cinque società tutte riconducibili all’arrestato.
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