Uno dei tratti caratteristici del popolo napoletano, ben conosciuti in tutta Italia e in ogni parte del mondo, è sicuramente l’innato dono dell’ironia: quel senso dell’umorismo tutto partenopeo che, pur non regalando alcuna soluzione pratica ai drammi che possono accadere durante la nostra vita, aiuta a superare problemi e momenti di difficoltà con un sorriso sulle labbra, portando alla luce del sole la forte smania di oltrepassare i vari ostacoli che di volta in volta si parano davanti al nostro cammino. In tempi di possibili scenari epidemici, soprattutto a seguito dei primi casi positivi sul territorio della regione Campania, la psicosi del contagio da Coronavirus è arrivata anche a Napoli. Lungo le strade del capoluogo partenopeo, quindi, sono cominciate a spuntare come funghi mascherine protettive dalle fogge più varie, sintomi precoci della paura che comincia ad attanagliare sempre più persone.
Anche su questo terreno così delicato, l’ironia partenopea non ha tardato ad attecchire: l’idea è partita da Massimo Argentiere, noto artigiano e gioielliere napoletano, il quale ha lanciato una linea di mascherine protettive provviste di “aiuto celeste”, con la celebre frase ‘C’a Maronna t’accumpagna e l’immagine di un ragazzo che gira in scooter trasportando come passeggero nientemeno che la Vergine Maria in persona. Uno slogan che non è certo una novità per il laboratorio di Argentiere, divenuto famoso in passato grazie a numerosi gadget che riprendevano il famoso augurio, largamente diffuso nel capoluogo partenopeo. “Questa estate ero nel mio laboratorio e mi frullava in testa quella raccomandazione C’a Maronna t’accumagna e ho disegnato un ciondolo con l’uomo sulla Vespa con la Madonna dietro di lui sulla sella – ha dichiarato il gioielliere partenopeo al quotidiano Il Mattino -. Ne ho prodotti alcuni pezzi e ho messo le foto sui social per testare il gradimento del pubblico”.

